19 luglio 2019
Aggiornato 09:30
Malaria in Italia

Malaria a Taranto: contratta in Italia. Lorenzin: «Le zanzare possono essere vettori pericolosi»

Ricoverati all'Ospedale Giuseppe Moscati di Taranto quattro extracomunitari affetti da malaria. Le analisi hanno confermato che la malattia è stata contratta in Italia. Bisogna iniziare a preoccuparsi?

Malaria a Taranto
Malaria a Taranto Shutterstock

TARANTO – Quattro nuovi casi di malaria in Italia. Sono quattro persone, tutte di origine extracomunitaria: tre magrebini e un sudanese che sono stati ricoverato all’Ospedale Giuseppe Moscati per sospetta malaria da Plasmodium falciparum, poi confermata dalle analisi inviate a Roma per gli accertamenti. La malattia, è stato accertato, è stata contratta in Italia. Mentre la Asl di Taranto precisa che «la situazione è pienamente sotto controllo e non desta alcuna preoccupazione né dal punto di vista sanitario né da quello sociale», qualcuno invece inizia a preoccuparsi per l’aumento dei casi – in particolare se questi sono da malattia contratta nel nostro Paese.

I casi di malaria in Italia
I quattro uomini ricoverati hanno 21 e i 37 anni, e sono da anni residenti in Italia nelle campagne di Ginosa nella zona Pantano e lavorano come braccianti agricoli. I pazienti, che condividono l’abitazione in cui vivono, hanno accusato sintomi come «febbre, vomito e diarrea, e in qualche caso cefalea e dolori addominali; tutti presentavano piastrinopenia e splenomegalia», si legge nella nota dell’Asl di Taranto. Tutti sintomi riconducibili a un’infezione da plasmodio. Dopo il ricovero e le prime cure, ora tre dei quattro malati sono stati definiti fuori pericolo, mentre uno necessita ancora di terapia di supporto. «Il sospetto è che la malaria sia stata contratta in Italia – spiega all’Adnkronos Salute Gianni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità – Stiamo attendendo il materiale per la conferma diagnostica, mentre a Taranto è in corso l’indagine entomologica, ma il sospetto è che la malattia sia stata contratta in Italia».

Una malattia che si può trasmettere?
Dopo il caso non ancora risolto della piccola Sofia di Trento, poi morta a Brescia a causa proprio del Plasmodium falciparum, l’esperto ricorda che vi sono stati due casi simili in Francia e che dunque «vi è il sospetto che in circostanze particolari possa avvenire una trasmissione della malattia. Ma non c’è motivo di allarme», sottolinea Rezza. «Questo perché si tratta comunque di casi molto rari. Inoltre siamo vicini alla stagione fredda. Ma occorre indagare su questi episodi». Le nostre anofele «erano in grado di trasmettere il P. falciparum ‘italiano’, mentre la competenza per la trasmissione di quello africano è molto più bassa. Il sospetto è che in qualche circostanza particolare possa avvenire comunque una trasmissione», conclude Rezza.

Hanno contratto la malattia in Italia
Ad aver confermato che i quattro migranti ricoverati a Taranto hanno contratto la malattia in Italia è la stessa Asl di Taranto, nella voce del Direttore Sanitario Stefano Rossi: «I migranti che sono ricoverati nel reparto Infettivi dell’ospedale Moscati di Taranto e per i quali oggi è stata confermata la diagnosi di malaria dopo gli esami di laboratorio, erano in Italia, qui da noi, da circa due mesi. Il tempo di incubazione della malaria va da 15 giorni ad un mese, ne consegue, quindi, che la malattia l’hanno contratta qui». A destare sospetti sono le condizioni lavorative dei quattro ricoverati, sottolinea il Direttore. «Siccome la malaria si contrae attraverso le zanzare, è evidente che va fatto un accertamento sulle condizioni di lavoro in cui si trovavano questi migranti. È chiaro che la malattia l’hanno contratta qui e non l’hanno portata qui dal luogo da cui provenivano. L’accertamento presuppone che si catturino anche le zanzare e si inviino poi all’Istituto zooprofilattico per ulteriori verifiche».

Il commento del Ministro della Salute Bratrice Lorenzin
«Stiamo lavorando da anni come Ministero della salute su questi casi e spero siano dei falsi allarmi che devono far comprendere a tutti gli Enti Locali che il tema della disinfestazione delle zanzare non è un tema secondario che si può lasciare alla buona volontà dei cittadini – commenta il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – Le zanzare possono essere vettori pericolosi e i cambiamenti climatici sono in atto quindi vanno fatte le disinfestazioni Il modo adeguato e secondo i calendari».«Stiamo lavorando da anni come Ministero della salute su questi casi e spero siano dei falsi allarmi che devono far comprendere a tutti gli Enti Locali che il tema delle disinfestazione delle zanzare non è un tema secondario che si può lasciare alla buona volontà dei cittadini – commenta il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – Le zanzare possono essere vettori pericolosi e i cambiamenti climatici sono in atto quindi vanno fatte le disinfestazioni Il modo adeguato e secondo i calendari».