26 maggio 2020
Aggiornato 15:00
Caffè e diabete

Il caffè batte il diabete: ecco come

Il caffè contiene una sostanza denominata cafestolo che pare essere in grado di aumentare la produzione di insulina riducendo naturalmente il livello degli zuccheri nel sangue

Il caffè contro il diabete
Il caffè contro il diabete Shutterstock

Il caffè potrebbe essere la nuova arma per combattere – e prevenire – il diabete. Un rimedio naturale, dunque, per tenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue. Ecco cosa hanno scoperto gli scienziati e perché sono arrivati a tale conclusione.

Riduzione dei livelli di zuccheri
Una cura dolce e senz’altro gradita dalla maggior parte delle persone, quella del caffè. La nera e fumante tazzina, infatti - secondo alcuni scienziati danesi - pare essere d’aiuto per tenere sotto controllo la produzione di insulina e la relativa concentrazione di zuccheri nel sangue. Ad asserirlo sono stati alcuni scienziati del policlinico universitario di Aarhus in Danimarca.

Non è la prima volta
Delle virtù terapeutiche del caffè se ne è parlato molto anche in altri studi, tuttavia, la ricerca coordinata da Fredrik Brustad Mellbye è la prima che è riuscita a dimostrare come il consumo regolare possa prevenire l’insorgenza del diabete.

La sostanza che aiuta l’insulina
Ciò che distingue questa ricerca dalle precedenti è che gli scienziati sono riusciti a scoprire come il caffè agisce nei confronti degli zuccheri nel sangue. In particolare pare che in esso si trovi una sostanza particolarmente benefica in grado di aiutare il nostro organismo a produrre insulina. Il suo nome è cafestolo.

Lo studio
Lo studio, per ora condotto solo su modello animale, è durato circa due mesi e mezzo. Durante la ricerca gli studiosi hanno reclutato tre gruppi di topolini ad alto rischio diabete e gli hanno fatto assumere diverse dosi di cafestolo. Al primo 1,1 milligrammo al giorno, al secondo 0,4 e al terzo niente – era considerato un gruppo di controllo.

I risultati
Al termine dello studio – ovvero dopo dieci settimane – i primi due gruppi di topolini sottoposti al trattamento hanno evidenziato una marcata riduzione della glicemia che variava tra il 28% e il 30%. Ma non solo: il gruppo che assumeva 1,1 milligrammi di cafestolo presentava molta più sensibilità all’insulina (circa il 42% in più). Ciò significa che i fattori di protezione dalla patologia erano vistosamente aumentati.

Più produzione di insulina
Ciliegina sulla torta, gli scienziati hanno mostrato come i topolini che hanno assunto cafestolo assistevano a una raddoppiata produzione di insulina (84%). Da ciò i ricercatori ritengono che il cafestolo contenuto nel caffè possa essere considerata una nuova arma per prevenire e combattere il diabete. Ovviamente – immaginiamo noi – se vogliamo trarre benefico dal caffè, non dobbiamo consumarlo dolcificato con cinque cucchiaini di zucchero. I dettagli dello studio sono stati appena pubblicati sul Journal of Natural Products.

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