16 ottobre 2019
Aggiornato 06:00
Sindrome emolitico uricemica nel Salento

Latte non pastorizzato: due bimbi in ospedale. Sale a 5 il bilancio delle vittime da Seu in Puglia

Due bambini colpiti da Seu nel Salento, in provincia di Lecce. Avevano mangiato formaggio fresco prodotto con latte crudo, o non pastorizzato. Cinque già le vittime, di cui una bimba morta. Cos’è la Seu, o sindrome emolitico-uricemica, i sintomi e le cure

Latte non pastorizzato mette a rischio Seu, come accaduto in questi giorni nel Salento
Latte non pastorizzato mette a rischio Seu, come accaduto in questi giorni nel Salento Shutterstock

LECCE – Altri due bambini finiscono in ospedale a causa del latte non pastorizzato, o crudo. Sono stati colpiti dalla SEU, o Sindrome Emolitico-Uricemica, una grave infezione intestinale che ha già fatto 5 vittime in totale, di cui tre verificatisi a giugno in provincia di Bari – con in più la morte di una bambina di 16 mesi – e uno a Fasano in provincia di Brindisi. Dopo gli ultimi due casi, sale il livello di attenzione da parte della Asl di Lecce.

I nuovi casi
A essere stati ricoverati per SEU all’ospedale Giovanni XXIII di Bari per essere curati sono stati due bambini, di cui uno di origini francesi e in vacanza nel Salento con la famiglia, che avrebbe manifestato i sintomi dell’infezione qualche giorno fa. La causa pare sia l’assunzione di formaggio fresco prodotto con latte crudo o non pastorizzato. Già in occasione dei primi casi di Seu, la Regione Puglia aveva convocato un tavolo di crisi sulla sicurezza alimentare, a cui parteciparono i rappresentanti della Asl Bari, del Policlinico, dell’Arpa Puglia, dell’osservatorio epidemiologico e dei Nas. Dopo questo ennesimo episodio di infezione batterica la Regione Puglia ha previsto di intensificare i controlli nei territori dove si sono verificati i casi. Vi sarà anche il monitoraggio dell’andamento a cura dell’Osservatorio Epidemiologico ed stato dato l’avvio alle procedure di allerta e controllo in collaborazione con le Asl delle provincie di Bari e Lecce, dell’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata e dell’Arpa.

L’infezione
Secondo quanto riportato dalle fonti locali i due bambini avrebbero manifestato i sintomi dell’infezione Seu la settimana scorsa. In particolare, il bambino francese avrebbe accusato i sintomi tipici dell’infezione come dolori addominali, nausea, vomito e sonnolenza. Ricoverato insieme all’altro bimbo al Centro di Nefrologia dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bari ora è stato trattato dai medici per contrastare i batteri responsabili del male che, in genere, sono i ceppi di Escherichia coli (STEC).

La Sindrome Emolitico-Uricemica: cos’è, i sintomi, le cure, la prevenzione
La sindrome emolitico-uremica (SEU) è una malattia acuta rara causata da un’infezione batterica – spiega Epicentro, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità – che rappresenta la causa più importante di insufficienza renale acuta nell’età pediatrica, in particolare nei primi anni di vita.
In circa l’85% dei casi è ritenuta una complicanza di un’infezione intestinale batterica provocata da ceppi batterici di Escherichia coli (STEC). Questi agenti patogeni producono una potente tossina chiamata vero-citotossina (VT) o Shiga-tossina (Stx). La tossina è trasmessa principalmente per via alimentare, ma può anche essere veicolata attraverso il contatto con animali infetti o un ambiente contaminato oppure per trasmissione interumana attraverso il circuito oro-fecale.
I sintomi della Seu provocata da un’infezione di batteri STEC esordiscono in genere con diarrea (spesso muco-emorragica), vomito, intenso dolore addominale e sonnolenza. Vi sono tuttavia casi in cui non c’è diarrea. Di solito non vi è comparsa di febbre o, nel caso, non supera i 38 °C.
Altri sintomi tipici sono i tre principali: anemia emolitica, trombocitopenia e insufficienza renale – a causa dei quali spesso è necessario ricorrere alla dialisi. Nei bambini la SEU può avere un decorso grave che in alcuni casi può avere esito fatale. Ulteriori sintomi sono riconducibili al danno renale, all’anemia acuta e alla trombocitopenia. Nei casi più gravi possono svilupparsi manifestazioni a carattere neurologico come sonnolenza, confusione, ottundimento del sensorio, strabismo e convulsioni, coma.
La cura della Seu deve avvenire il più presto possibile, poiché la malattia ha un decorso rapido. In linea generale, se non vi sono complicanze che richiedono il trattamento dell’insufficienza renale, si opta per una terapia che non comprenda gli antibiotici, che possono aggravare la situazione – anche se i responsabili sono dei batteri. Secondo l’ISS è invece opportuno monitorare la funzione renale dei pazienti con sospetta infezione intestinale da STEC poiché a rischio di sviluppare la SEU. In ogni caso, in caso di sospetta infezione è sempre bene rivolgersi immediatamente al medico o recarsi d’urgenza al Pronto Soccorso.