18 ottobre 2019
Aggiornato 06:00
La resistenza agli antibiotici

Creato il «magico» antibiotico che batte i batteri resistenti

Scienziati californiani sviluppano un nuovo, magico, super-antibiotico salvavita che combatte i batteri divenuti resistenti causa di infezioni incurabili, che mietono centinaia di migliaia di vittime ogni anno

Antibiotici
Antibiotici Shutterstock

LA JOLLA - Gli scienziati del Scripps Research Institute (TSRI) in California hanno ridato nuova potenza a un antibiotico salvavita chiamato Vancomicina. Questa azione, di fatto, potrebbe risolvere un’emergenza sanitaria mondiale: la resistenza agli antibiotici che provoca centinaia di migliaia di morti ogni anno.

Più potente
I ricercatori, coordinati dal prof. Dale Boger, co-presidente del Dipartimento di Chimica del TSRI, hanno scoperto un modo per modificare strutturalmente l’antibiotico Vancomicina per farne una versione ancora più potente. «I medici potrebbero usare questa forma modificata della Vancomicina senza timore di resistenza emergenti», ha dichiarato Boger in occasione dell’annuncio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

Si parte da qui
Come luogo di partenza per lo sviluppo di antibiotici più efficaci si è partiti dalla forma originale della Vancomicina. Questo potente antibiotico è stato prescritto dai medici per 60 anni, e i batteri sono solo ora hanno iniziato a sviluppare una resistenza. Il fatto che i batteri abbiano impiegato tutti questi anni per divenire resistenti suggerisce che avessero difficoltà nel farlo, per cui il meccanismo d’azione originale è ancora valido.

Un antibiotico ‘magico’
I prof. Boger non ha esitato a chiamare la Vancomicina un antibiotico ‘magico’, per la sua forza dimostrata contro le infezioni. Studi precedenti condotti sempre da Boger e colleghi della TSRI avevano dimostrato che è possibile aggiungere due modifiche alla Vancomicina per renderlo ancora più potente. «Con queste modifiche, è necessario meno farmaco per avere lo stesso effetto», ha sottolineato Boger. Il nuovo studio mostra che è possibile attuare una terza modifica con risultati promettenti, andando a interferire con la parete cellulare di un batterio in un modo nuovo. In combinazione con le modifiche precedenti, questa alterazione rende la Vancomicina 1.000 volte più attiva, in modo che si possa utilizzare meno di antibiotico per combattere le infezioni.

Tre meccanismi indipendenti
Questa nuova versione della vancomicina lo rende il primo antibiotico ad avere 3 meccanismi d’azione indipendenti. «Questo aumenta la durata di questo antibiotico – precisa Boger – Gli organismi [batteri, Nda] semplicemente non possono lavorare contemporaneamente per trovare un modo per aggirare tre meccanismi indipendenti di azione. Anche se hanno trovato una soluzione a uno di questi, gli organismi potrebbero ancora essere uccisi dagli altri due». Per ora, testata contro i batteri Enterococchi, la nuova versione della vancomicina ucciso sia Enterococchi resistenti alla vancomicina che le forme originali di enterococchi. Il passo successivo della ricerca sarà quello di semplificare al massimo la sintetizzazione della nuova forma di Vancomicina e poi renderla disponibile per la cura delle infezioni resistenti.