26 giugno 2017
Aggiornato 07:00
Epidemie

Il ritorno di Ebola: l’epidemia riparte dal Congo con i primi tre morti

Ebola ritorna a far parlare di sé, dopo il rischio di qualche tempo fa. In Congo pare sia in corso una nuova epidemia, con già tre casi di morte accertati e attribuiti al virus letale

Ebola è tornato
Ebola è tornato (Chaikom | shutterstock.com)

GINEVRA – L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) conferma che ci sono stati già tre morti attribuibili a Ebola. Accade in Congo, dove pare sia in corso una nuova epidemia. Dopo l’allarme di tre anni fa, ecco tornare la minaccia Ebola.

A volte ritorna
Si pensava fosse una faccenda chiusa quella di Ebola, il virus letale che ha di recente minacciato il mondo intero, e non solo l’Africa dove da sempre era rimasto confinato. Ora, infatti, a distanza di tra anni dall’ultima epidemia, l’Oms conferma che Ebola è tornato nella Repubblica Democratica del Congo.

Il focolaio
Secondo le dichiarazioni dell’Oms, il focolaio del virus è stato localizzato nella provincia Bas-Uele, nei pressi del confine con la Repubblica Centrafricana. Sarebbe partito da qui intorno al 22 aprile scorso e, a oggi, avrebbe causato la morte di 3 persone residenti nella zona nordorientale del Paese. L’ultima epidemia, risalente al 2014, provocò in quest’area la morte di 49 persone, prima di essere contenuta.

Niente panico
Nonostante la minaccia sia seria e reali, il Ministro della Sanità del Congo, Oly Ilunga, ha invitato la popolazione a non farsi prendere dal panico. In una dichiarazione ha assicurato che le autorità «prenderanno tutte le misure necessarie per rispondere in tempi rapidi e con efficacia a questa nuova epidemia del virus dell’Ebola». Nonostante le rassicurazioni, nel Paese la preoccupazione sale, proprio perché il virus ha la capacità di diffondersi rapidamente. Proprio per questo motivo, l’Oms fa sapere che si sta lavorando celermente, e in collaborazione con le autorità congolesi, per «favorire il dispiegamento dei dispositivi di protezione e del personale sul terreno per rafforzare il monitoraggio epidemiologico e riuscire a controllare molto rapidamente l’epidemia». Ci auguriamo che ci riescano e che non si debba rischiare una nuova pandemia.