26 giugno 2017
Aggiornato 07:00
Alimentazione e salute

Ecco cosa accade al tuo corpo quando hai fame o digiuni

Secondo alcune ricerche il digiuno è fondamentale per la nostra salute, ma un nuovo studio mostra come si rivoluziona il nostro sistema immunitario in caso di fame

Il digiuno fa bene alla salute?
Il digiuno fa bene alla salute? (Minerva Studio | Shutterstock)

Ci sono momenti in cui abbiamo talmente fame che saremmo disposti a mangiare persino del cibo che non ci è poi così tanto gradito. Ma vi siete mai chiesti cosa accade al nostro corpo in quei momenti? Secondo gli scienziati nel nostro organismo avviene una vera e propria rivoluzione, specie a livello immunitario.

Digiuno sì o digiuno no?
Il digiuno è divenuto ormai quasi una moda. Ma non tutti i ricercatori sono d’accordo nel definirlo un buon metodo per mantenersi in salute. Tra questi vi sono anche gli autori di uno studio appena pubblicato su Molecular and Cellular Biology che punta il dito contro la mancanza di cibo, seppur temporanea. Nei momenti di fame, infatti, morirebbero delle cellule fondamentali alla nostra salute.

Rivoluzione immunitaria
La carenza di cibo, si sa, porta a una morte cellulare programmata definita anche apoptosi – così cara nei casi di cancro. Tuttavia ci sono alcuni problemi in tutta questa vicenda. Quando si ha fame e vi è una carenza di glucosio e la morte di alcune cellule fondamentali per la nostra salute avverrebbe improvvisamente. Questo causerebbe modificazioni immunitarie, secondo la dottoressa Cristina Muñoz-Pinedo, principale autrice dello studio.

Come la chemioterapia
Quando costringiamo il nostro corpo a una carenza di cibo, a detta dei ricercatori, lo sottoponiamo a una morte cellulare molto simile a quella indotta dalla chemioterapia. Se abbiamo fame, infatti, le cellule attivano una sorta di recettori della morte sulla loro membrana. In uno scenario normale questi verrebbero utilizzati dai linfociti del sistema immunitario per combattere e uccidere le cellule infettive.

Un segnale di allarme
Dallo studio è emerso come l’attivazione dei recettori della morte avvenga a livello della membrana cellulare per il funzionamento del reticolo endoplasmatico. Sarebbe quest’ultimo a inviare segnali di allarme a causa delle sostanze nutritive. «Durante stress prodotto dalla mancanza di sostanze nutritive, il reticolo invia un segnale di allarme che fa scattare la comparsa di recettori di morte nella membrana», spiega Muñoz-Pinedo. «Secondo i nostri risultati in vitro, si suppone avvenga esattamente come quando le cellule tumorali si trovano nel centro di un tumore - il cosiddetto core necrotico - muoiono, perché non ci sono mai abbastanza nutrienti in quelle zone. D’altra parte, nel caso dell’ischemia, oltre alla mancanza di ossigeno c’è anche la morte cellulare provocata dalla mancanza di glucosio, quindi questo processo potrebbe anche essere correlato all’attività del reticolo endoplasmatico a livello biochimico», aggiungono gli altri autori dello studio.

C’è chi afferma l’opposto
Non è la prima volta che accade: ricercatori scientifici hanno trovato risultati differenti. È il caso di quella condotta dall’Harvard Medical School di Boston e pubblicata su Science che ha dimostrato che un gene denominato SIRT1, rallenta l’invecchiamento in caso di restrizione calorica. I topi sottoposti a una dieta molto restrittiva hanno evidenziato un aumento dei livelli del gene SIRT1 superiori del 50%. Da ciò si associa la fame o il digiuno alla longevità. Ma ora ci sarebbe da chiedersi quale delle due ricerche sarebbe da prendere in maggior considerazione? Con la fame saremmo forse più longevi ma più a rischio di rivoluzioni immunitarie? Per ora la scienza non è in grado di fornirci una risposta.