24 settembre 2021
Aggiornato 02:00
Salute del cuore

Malattie cardiovascolari: dagli insetti arriva l’integratore del futuro

Economico, ecologico ed efficace. Ecco l’integratore derivato dagli insetti che, secondo CREA, può prevenire le malattie cardiache e cardiovascolari. Scopriamo perché

ROMA – Gli insetti già sono stati definiti l’alimento del futuro, capace di rimediare a molti dei problemi della fame nel mondo e anche ai danni degli allevamenti intensivi e dell’agricoltura anch’essa intensiva. Ma, oggi, secondo il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), gli insetti possono anche essere utili nel prevenire le malattie cardiache e cardiovascolari.

Perché gli insetti?
Perché un integratore a base di insetti per prevenire le patologie cardiovascolari? «Perché conviene all’ambiente, al portafoglio e alla salute – spiega il CREA in un comunicato – Infatti, rispetto ai prodotti similari attualmente in commercio sia di origine vegetale (per esempio la soia) che animale (pesci), gli allevamenti degli insetti non comportano inquinamento ambientale, gestione di rifiuti organici, scarti di produzione inquinanti, consumo di acqua, impiego di pesticidi e fertilizzanti e per di più occupano spazi molto contenuti. Inoltre, i composti benefici, cioè gli acidi grassi polinsaturi, in particolare gli omega 3, e peptidi ad azione anti-ipertensiva sono estratti direttamente dagli insetti superando la nostra resistenza culturale al loro consumo alimentare. Infine, ma non meno importante, i bassi costi di produzione si traducono in un prezzo decisamente competitivo».

Il progetto
Finanziato dalla Regione Toscana, il progetto a cui partecipa il CREA, chiamato ‘Gli insetti e la prevenzione delle malattie cardiovascolari-INSECT CARD’, ha come obiettivo evidenziare le potenzialità degli insetti nella prevenzione delle patologie cardiovascolari. Il progetto di avvale dell’esperienza prettamente entomologica del Centro di ricerca Difesa e Certificazione, sede di Firenze - il Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacologia dell’Università di Siena e la ditta Lead Discovery Siena s.r.l. con le loro competenze specifiche in ambito chimico-alimentare.

Quali insetti?
«I ricercatori di INSECT CARD, continua il comunicato, si sono focalizzati sulle potenzialità nutraceutiche di due specie di insetti edibili: la Camola della farina (Tenebrio molitor, Coleoptera Tenebrionidae) e la Camola del miele (Galleria mellonella, Lepidoptera Pyralidae). Entrambe sono state recentemente inserite dall’EFSA (2015) tra quelle potenzialmente allevabili nei Paesi dell’Unione Europea per il consumo sia umano che animale. Le analisi finora condotte nell’ambito del progetto hanno evidenziato per entrambe le specie un contenuto soddisfacente in acidi grassi essenziali fondamentali per la salute, perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli da solo. In particolare, è stato possibile regolare i livelli dell’acido alfa-linolenico (omega-3) attraverso le diete garantendo un rapporto omega6/omega3 idoneo al consumo umano. La Camola della farina offre anche la possibilità, già evidenziata in letteratura, di purificare e caratterizzare peptidi ACE-inibitori, sostanze molto efficaci nella terapia dell’ipertensione arteriosa, del post-infarto del miocardio e dell’insufficienza cardiaca cronica».

E il colesterolo?
I ricercatori assicurano anche per quanto riguarda il colesterolo: «ambedue le specie – sottolinea il CREA – presentano, poi, un basso valore di colesterolo, un’ulteriore caratteristica che rende gli insetti studiati fonti alimentari di qualità, ideali da utilizzare come integratori di acidi grassi nella dieta umana. Per poter individuare e caratterizzare i peptidi ACE-inibitori e per valutarne in vitro la loro attività anti-ipertensiva, i ricercatori stanno lavorando a un protocollo di estrazione e di idrolisi della componente proteica presente nelle larve delle due specie. I peptidi ACE-inibitori che avranno dimostrato la maggiore attività anti-ipertensiva in vitro saranno in seguito testati anche in vivo su ratti ipertesi. Infine, verrà messa a punto una metodologia per poter formulare un integratore alimentare che, sulla base delle componenti nutraceutiche, sia efficace nella prevenzione delle malattie cardiovascolari».