27 maggio 2019
Aggiornato 16:00
Primo soccorso

Attacco di panico: il primo soccorso e l’intervento di emergenza

Riconoscere l’attacco di panico e intervenire tempestivamente per farlo passare in pochi minuti

Primo soccorso in caso di attacco di panico
Primo soccorso in caso di attacco di panico ( Shutterstock )

L’attacco di panico – altrimenti detto DAP – presenta sintomi improvvisi e facilmente scambiabili per altre patologie ben più gravi. Riconoscerlo è essenziale al fine di intervenire con la massima celerità.

Chi sono le persone colpite da attacco di panico?
Il vero nome sarebbe disturbo da attacco di panico. Per nostra fortuna si presenta in una fetta abbastanza ristretta della popolazione che tocca un massimo del’1,5% delle persone – soprattutto di sesso femminile. Tuttavia, probabilmente a causa della vita sempre più frenetica che ci sottopone a incessanti momenti di stress, il disturbo pare essere in aumento anche nella popolazione maschile. L’età in cui si manifesta con maggior frequenza è tra i 15 e i 35 anni.

  • Ricorda:
    Alcuni sintomi sono simili a un attacco cardiaco quindi se è presente anche cianosi del volto è d’obbligo chiamare il Pronto Soccorso.

Cos’è un attacco di panico?
L’attacco di panico nient’altro è che un episodio di ansia molto marcato. L’emozione più caratteristica è la paura che si manifesta con tante diverse sfaccettature ma che, in genere, può arrivare a essere invalidante. Si manifesta per lo più improvvisamente con una sensazione di forte malessere. La crisi generalmente dura dai 15 ai 30 minuti al massimo.

  • Pericolo reale o immaginario?
    Durante un attacco di panico il corpo instaura tutta una serie di meccanismi che dovrebbero essere applicati solo in caso di emergenza come la lotta, il pericolo e la fuga. In questi momenti le ghiandole surrenali rilasciano cortisolo e adrenalina come se il rischio fosse reale e imminente. Il problema risiede nel fatto che non esiste nessun pericolo e, perciò, nessuna risoluzione dell’evento come accadrebbe nella realtà.

I sintomi dell’attacco di panico
Se si vuole intervenire con rapidità è essenziale riconoscere i sintomi tipici di un attacco di panico. Benché ogni individuo può manifestare segnali differenti, in linea generale quasi tutti avvertono una sensazione di oppressione toracica, mancanza di respiro (dispnea), palpitazione, sudorazione, tremori. Nei casi più gravi si manifestano anche vertigini o paura di morire. Va da sé che se è il primo attacco di panico in molti casi non si sa cosa sta accadendo e si pensa al peggio. La conseguenza degli attacchi di panico è un’ansia continua e generalizzata che fa temere al soggetto l’arrivo di nuovi attacchi (fobofobia). Con il rischio che questi si manifestino sempre più frequentemente.

  • Altri sintomi dell’attacco di panico
    Confusione mentale (dovuta a iperventilazione)
    Tachicardia
    Nausea e disturbi gastrici
    Formicolio alle mani
    Mal di testa
    Problemi di deglutizione
    Ipersensibilità alla luce
    Secchezza delle fauci
    Tetania generalizzata nei casi più gravi (contrazione muscolare)
    Formicolio a manie piedi

Come intervenire in caso di attacco di panico
E’ fondamentale che la persona colpita da attacco di panico cominci a respirare bene. Se riuscirà a farlo si calmerà in maniera molto rapida e tutto tornerà alla normalità. Nella maggior parte dei casi, durante l’attacco di panico si va in iperventilazione e questa condizione comporta la manifestazione di quasi tutti i sintomi sopra elencati. In particolare respirare in questo modo riduce notevolmente l’ossigenazione aumentando la frequenza cardiaca.

La tecnica del sacchetto di carta
Questo metodo è valido per tutti i casi in cui si soffre di iperventilazione – ovvero quando si eseguono eccessivi atti respiratori con la conseguente riduzione dell’anidride carbonica nel sangue. Per sopperire a tale problema prendi un sacchetto, possibilmente uno di carta tipo quelli che si adoperano per il pane, e ponilo davanti alla bocca e al naso del soggetto in preda a un attacco di panico. Il soggetto dovrà inspirare ed espirare dentro al sacchetto.

Respirare dentro un sacchetto può ripristinare i livelli di anidride carbonica
Respirare dentro un sacchetto può ripristinare i livelli di anidride carbonica (Plume Photography | Shutterstock)
  • Come fare
  • Le mani devono tenere ben stretta l’imboccatura del sacchetto peer evitare che fuoriesca l’aria e la persona deve cercare di respirare all’interno di tale sacchetto.
  • Questo metodo permette di respirare altra anidride carbonica anziché introdurre nuovamente ossigeno. Se la manovra viene eseguita correttamente il corpo comincia a rilassarsi nel giro di un minuto.
  • Dopo circa 60 secondi fai respirare di nuovo normalmente la persona per un altro minuto, quindi ripeti la tecnica del sacchetto di carta.

La tecnica del controllo
Quando si è in preda a un attacco di panico è la paura a controllare noi a tal punto da perdere completamente il controllo e la consapevolezza di noi stessi. È pertanto essenziale spostare l’attenzione del soggetto facendolo concentrare su qualcos’altro. Chiedigli, per esempio, di contare con attenzione per quanti secondi sta inspirando e per quanti espirando. Se si riesce a fare in modo che la persona riprenda il controllo, in breve tempo la respirazione migliorerà e con essa anche l’ansia.

  • Lo sapevi?
    Secondo quanto dichiarato dal sito Prevent your panic le persone che soffrono di attacco di panico dovrebbero respirare ogni giorno per circa un minuto dentro un sacchetto di carta in modo da abituarsi a respirare correttamente ed evitare l’insorgenza di ulteriori attacchi.

Spegni la candela
Un altro metodo molto efficace, se il paziente è in grado di partecipare attivamente, è quello della respirazione controllata. Chiedetegli di fare un’inspirazione con il naso il più lunga possibile e un’espirazione con la bocca, socchiudendo le labbra come se dovesse spegnere una candela. Questa tecnica aiuta anche a normalizzare il diaframma.

  • Cosa non fare
  • Fare finta di niente (il disturbo potrebbe manifestarsi di entità superiore)
  • Sdraiarsi
  • Scappare per non farsi vedere

Tutte le tecniche possono essere utilizzate anche da soli, una volta imparate bene. Tuttavia è essenziale curare l’ansia nel modo più naturale possibile, quindi attraverso una moderata attività fisica, la riduzione di eventi stressogeni e un’alimentazione sana. Molto utili per esempio, sono gli alimenti fermentati.

  • Piccoli aiuti
  • Prendere una boccata d’aria fresca
  • Cercare di alleviare un eventuale dolore attraverso un piccolo massaggio
  • Lasciar andare senza concentrarsi troppo sulle manifestazioni fisiche
  • Fare una breve passeggiata
     

Una tecnica preventiva
Una delle migliori tecniche preventive è il pranayama: un’antichissima tecnica di respirazione che riduce ansia e stress. Sul web esistono molti video che insegnano a farlo, ma l’ideale è rivolgersi a un esperto per impararla nel migliore dei modi.