18 gennaio 2021
Aggiornato 01:30
Rimedi naturali

Moxa Giapponese: cos’è e come farla

Marco Superbi, operatore Tuina, spiega a Diario Salute TV come si esegue la moxibustione Giapponese

La moxibustione eseguita con il metodo giapponese, prevede l’utilizzo di una Moxa decisamente più raffinata e molto più chiara – spiega Marco Superbi, operatore Tuina a Torino.

Un micro-cono di Moxa
«In questo caso lavoreremo la nostra Moxa per formare un micro-cono, grosso indicativamente la metà di un chicco di riso. Anche qui, prima di tutto dobbiamo selezionare un punto dove dobbiamo eseguire la moxa – nel nostro caso scegliamo piccolo intestino 9».

Come utilizzare un cono di Moxa
«Interporremo sulla cute un lieve strato di una crema, studiata appositamente dai giapponesi, per proteggere la pelle e creare un piccolo effetto di incollamento del cono che si intende utilizzare. Accendiamo quindi la moxa usando una bacchettina di incenso e, invece di togliere il cono, lo spegneremo soffocandolo con le dita. Poco prima che il cono tocchi la pelle poniamo le dita al di sopra estinguendo la combustione», continua Superbi.

Diversa dalla moxa tradizionale
«Questo modo di operare dà un effetto molto differente dal metodo della medicina tradizionale cinese. Infatti, invece di apportare calore, ha il solo scopo di stimolare gli agopunti. Quindi la sensazione è quella di avere una puntura calda. L’effetto bruciante della moxa non arriverà in parte per la crema e in parte per l’azione tempestiva di estinguere il calore.

Quante volte bisogna stimolare un punto di agopuntura
«I punti possono essere stimolati varie volte – da 3 a 5 a seconda delle scuole e delle zone del corpo. Anche qui raccomando di seguire una numerazione specifica degli stili osservando lo stato di arrossamento della cute», conclude Superbi.