1 agosto 2021
Aggiornato 16:30
Virus

Aviaria alla riscossa: abbattuti 20.500 tacchini, per ora

L’aviaria fa di nuovo parlare di sé con due grandi focolai in Veneto, a Giare di Mira. È il primo caso di aviaria in un allevamento italiano, ma gli esperti escludono che si tratti di zoonosi, cioè di un virus trasmissibile all’uomo. C’è davvero da stare tranquilli?

ROMA – A Giare di Mira, in provincia di Venezia e a Piove di Sacco in provincia di Padova è scoppiata un’epidemia di aviaria. La notizia fa da eco alla spaventosa epidemia scoppiata in Nigeria qualche settimana fa, di cui abbiamo dato notizia.

Tacchini infetti
La prima epidemia di aviaria sarebbe esplosa in un allevamento industriale di tacchini da ingrasso a Giare di Mira. Per precauzione e per contenere l’infezione, il sindaco Alvise Maniero ha ordinato l’immediato abbattimento di tutti i 20.500 tacchini presenti nell’allevamento.

La prima volta
C’è sempre una prima volta. Anche se in questo caso si spera sia anche l’ultima – ma su questo i dubbi sono più che leciti. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) infatti ritiene si tratti del primo focolaio a verificarsi nel pollame domestico industriale in Italia. Si tratterebbe di un’epidemia che coinvolge solo il pollame, sottolineano Usl 3 Serenissima e sindaco di Mira. Non si tratterebbe dunque di un virus da zoonosi, cioè trasmissibile da animale a uomo. Tuttavia la possibilità che si diffonda tra gli avicoli è reale – in questo caso sarebbe un grosso problema.

L’ordinanza
La nota diramata dal Comune di Mira spiega che «Il sindaco di Mira ha firmato un’ordinanza di sequestro e abbattimento animali, in seguito a una relazione tecnica stilata dall’Istituto zooprofilattico dalla quale è stata riscontrata una positività virologica per virus dell’influenza aviaria tipo A sottotipo H5, in una struttura di via Giare di proprietà di una società agricola. In questa struttura sono allevati 20.500 tacchini». A seguito di ciò, il sindaco Alvise Maniero, per impedire il diffondersi dell’infezione tra gli uccelli e rispettare le procedure regionali sanitarie ha firmato un’ordinanza con cui si è proceduto al sequestro delle strutture di allevamento e di tutti i tacchini qui allevati, disponendone inoltre l’immediato abbattimento sul posto, la distruzione delle carcasse e di tutti i materiali o rifiuti potenzialmente contaminati come mangime, lettiere o letame, riporta il Mattino di Padova. Ma non solo. La stessa ordinanza dispone inoltre la pulizia e la disinfezione dei locali e dei veicoli utilizzati per il trasporto degli animali. Infine, sarà istituita una zona di protezione e sorveglianza intorno alla sede del focolaio, in cui verranno applicate rigide misure sanitarie.

Non si trasmette
Come accennato, le autorità sanitarie locali e in particolare il servizio veterinario dell’Usl 3, assicurano che non esisterebbe una minaccia per la salute dei cittadini. Il tipo di virus colpisce soltanto gli avicoli e non è trasmissibile da questi agli esseri umani. Inoltre, la situazione è sotto controllo costante, anche da parte degli agenti di polizia locale. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie sottolinea che «al momento dell’indagine epidemiologica, erano presenti nell’allevamento 20.500 tacchini maschi, la sintomatologia e la mortalità elevata (10%) era presente in uno dei quattro capannoni con animali. L’autorità competente ha definito le zone di protezione e di sorveglianza (3 e 10 km) intorno al focolaio e sono state adottate le misure di controllo ed eradicazione previste». Aspettiamo di sapere che la situazione sia risolta del tutto.

La nota del Ministero della Salute
In seguito ai due focolai di aviaria registrati in Veneto, il Ministero della Salute ha rilasciato una nota di cui riportiamo il testo. «Il Ministero della salute rende noto che il Centro di referenza nazionale per l’Influenza aviaria presso l’IZS delle Venezie di Padova ha confermato la positività al virus H5N8 ad alta patogenicità in due allevamenti di tacchini da carne, situati nel comune di Mira, in provincia di Venezia e nel comune di Piove di Sacco in provincia di Padova, a soli 9 Km di distanza l’uno dall’altro.
Nell’allevamento di Mira sono presenti circa 20.500 volatili. Nella giornata di venerdì 20 gennaio il veterinario aziendale aveva rilevato un sospetto clinico a seguito del decesso anomalo di circa 600 esemplari. Nell’allevamento di Piove di Sacco insistono altri 22.630 volatili. L’allerta è scattata lunedì 23 gennaio, anche in questo caso a seguito di mortalità anomali di diversi esemplari.
Il Ministero della salute ha già provveduto a notificare alla Commissione europea e all’OIE la conferma del focolaio. É convocata per mercoledì 25 gennaio una riunione con le regioni del nord Italia maggiormente coinvolte, il Centro di Referenza di Padova, le Associazioni di categoria, i Carabinieri del Nas e il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per stabilire le misure supplementari da adottarsi nei prossimi giorni, come i controlli pre-movimentazione verso il macello, il divieto di mostre, fiere e mercati e il controllo di tutte le aziende correlate epidemiologicamente al focolaio.
Oggi a Bruxelles, al Comitato permanente Piante, Animali, Alimenti e Mangimi, saranno inoltre presentate per discussione e voto degli Stati membri due Decisioni relative alla regionalizzazione dei Paesi colpiti da influenza aviaria ad alta patogenicità H5N8, alle misure di mitigazione del rischio, alla biosicurezza degli allevamenti e ai sistemi di identificazione precoce dei sospetti di influenza aviaria.
Il virus H5N8 è, infatti, il medesimo all’origine dell’attuale epidemia influenzale in Europa. Considerata la grave situazione, legata alla circolazione del virus ad alta patogenicità in numerosi Stati membri già dallo scorso autunno, il Ministero della salute aveva emanato due note, 9 novembre e 7 dicembre 2016, per il rafforzamento delle attività di vigilanza veterinaria permanente. Il 30 dicembre 2016, con Dispositivo dirigenziale, lo stesso Ministero aveva sospeso su tutto il territorio nazionale la deroga al divieto di utilizzo nell’attività venatoria dei richiami vivi appartenenti agli ordini degli anseriformi e caradriformi».