31 marzo 2020
Aggiornato 09:00
Antibiotici e resistenza

Donna uccisa da superbatterio in Usa, ma l'allarme è già noto

Resistente a 26 tipi di antibiotici, non è tuttavia una novità. I batteri resistenti sono una piaga anche in Europa e in Italia, specie quelli ‘residenti’ negli ospedali

I batteri resistenti agli antibiotici sono sempre più un'emergenza
I batteri resistenti agli antibiotici sono sempre più un'emergenza Shutterstock

STATI UNITI – Un po’ come sta accadendo per la meningite, il presunto ‘allarme’ per un superbatterio resistente a 26 tipi di antibiotici che avrebbe ucciso una donna negli Usa, ha trovato ampio spazio mediatico. Ma l’allarme non è del tutto giustificato, in quanto non è una novità: il batterio incriminato, Klebsiella pneumoniae, è già noto negli ambienti ospedalieri – in particolare per un caso analogo di infezione avvenuto nel 2016. Qui però la donna si era salvata.

Il fatto
La notizia che giunge dagli Stati Uniti racconta di una donna che si sarebbe ferita in India, durante un soggiorno. La paziente, di 70 anni, ha poi avuto una crisi setticemica una volta tornata a casa sua a Reno in Nevada. Lo scorso settembre è deceduta, poiché non è stato possibile eliminare il batterio resistente a tutti gli antibiotici a disposizione, i Centers for Disease Control and Prevention statunitensi ne danno notizia solo ora: «La donna, che aveva a lungo soggiornato in India – si legge in un comunicato – era stata ricoverata lo scorso 18 agosto per problemi respiratori legati a una infezione da Klebsiella pneumoniae».

Il batterio
Il Klebsiella pneumoniae è un batterio appartenente alla famiglia delle Enterobacteriaceae. È noto nell’ambiente ospedaliero per la sua resistenza ai carbapenemi, una classe di antibiotici ad ampio spettro d’azione. Come per altri ‘superbatteri’, sono considerati un’emergenza sanitaria e, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, anche «una minaccia urgente per la salute umana». Si ritiene che questo agente patogeno abbia un tasso di mortalità del 50%.

Allarme?
Come accennato, questo genere di superbatteri è già noto anche in Europa, per cui l’allarme non è cosa di oggi, ma c’è da tempo. I batteri resistenti sono ormai un problema sanitario sempre più presente e reale. Più che ‘allarme’, in questo caso si dovrebbe parlare di presa di coscienza, rendendosi conto che è necessario trovare una soluzione prima che la situazione diventi ingestibile.

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