22 ottobre 2021
Aggiornato 11:30
Rimedi naturali

Aceto di mele: tutte le proprietà e i benefici confermati dalla scienza

Dalla medicina popolare ai giorni nostri: gli usi vagliati dalla scienza e quelli caduti nell’oblio

L’aceto di mele vanta un uso secolare nella medicina popolare. Dai tempi dei nonni, però, molte cose sono cambiate. E non stiamo parlando solo di scienza, ma anche – e soprattutto – di materia prima. L’aceto di mele che acquistiamo al supermercato non ha niente a che fare con quello che si usava un secolo fa. I prodotti artigianali, oggi, sono ormai divenuti un bene raro e prezioso, purtroppo soppiantati da alimenti pastorizzati che non contengono in sé neppure la metà dei principi attivi e benefici che si potevano trovare un tempo.

I segreti della medicina popolare
L’aceto di mele era particolarmente sfruttato dall’antica medicina greca che lo riteneva un ottimo medicamento sia per via esterna che interna. Si riteneva che la sua particolare acidità inibisse la proliferazione batterica, in particolar modo per quanto riguarda le infezioni urinarie. Aggiunto in un po’ di acqua era particolarmente indicato contro l’asma, i problemi digestivi, le riniti allergiche, la sinusite, il catarro, il morbillo e persino l’ansia. Quest’ultimo aspetto sembrava essere dovuto alla ricchezza di Sali minerali che svolgono azione tonificante dell’organismo mitigando gli effetti dell’esaurimento nervoso.

  • Una curiosità: un tempo si facevano macerare i petali di rosa nell’aceto per ridurre eritemi solari ed eruzioni cutanee.

I rimedi di ieri: contro ulcere e pressione alta
Un tempo l’aceto di mele veniva anche adoperato per ridurre le ulcere dello stomaco. A tal proposito ne veniva consigliata l’assunzione insieme a un po’ di miele. Uso simile veniva fatto in caso di pressione alta, colite, insonnia, artrite, osteoporosi e decalcificazioni. Probabilmente perché l’aceto è molto ricco di calcio biodisponibile.

  • Il rimedio di Cleopatra
    Una leggenda racconta che Cleopatra utilizzò l’aceto per sciogliere le perle, per poi offrire il suo filtro d’amore all’uomo che tanto desiderava.

Cosa contiene l’aceto?
L’aceto contiene diverse sostanze attive e benefiche tra cui Sali minerali, vitamine, amminoacidi, composti fenolici (catechine, acido gallico, acido ferulico e caffeico). Ma anche acido tartarico, malico, citrico e lattico. Il contenuto di acido acetico deve essere almeno al 4%. Ma prodotti di ottima qualità possono arrivare anche al 5-7%.

I rimedi di oggi: è veramente un rimedio antinfettivo?
Ippocrate lo riteneva uno dei migliori metodi antinfettivi, specie per la cura di ulcere e ferite infette. Ma anche per via orale: una pasta di aceto di mele e aceto pareva essere una panacea contro tosse e febbre. Un preparato famoso, Oxymel, è sopravvissuto per centinaia di anni sia nella farmacopea Britannica che Francese. La preparazione prevedeva l’utilizzo di 4 parti di miele vergine e una di aceto di mele. La medicina di oggi ritiene che la disinfezione delle ferite con l’aceto di mele inibisca parzialmente la crescita di Staphylococcus aureus e Pseudomonas aeruginosa, tuttavia pare inefficace contro l’Enterococco e l’Escherichia coli. Inoltre, a concentrazioni superiori allo 0,0025% pare avere effetti avversi nei confronti di fibroblasti e cheratinociti. Tuttavia, alcuni studi ritengono che l’aceto diluito possa pulire efficacemente le protesi dentali.

  • Zolfo e aceto durante le autopsie
    Zung Tse, padre della medicina legale, riteneva che lavare le mani con una soluzione a base di zolfo e aceto poteva ridurre il rischio di infezioni durante l’autopsia.

Confermate le virtù antiipertensive
La scienza sembra confermare l’uso dell’aceto di mele contro ipertensione e danni cardiovascolari. Studi condotti su modello animale hanno mostrato una marcata riduzione della pressione sanguigna sistolica nei soggetti ipertesi. Nello stesso momento è stata osservata una diminuzione della renina plasmatica e aldosterone. Altri studi hanno anche notato un’inibizione del sistema renina-angiostenina anche nei soggetti non ipertesi. È bene tuttavia sottolineare che i pareri in merito sono molto contrastanti. Altri lavori hanno riportato un ridotto rischio di cardiopatia ischemica.

Riduce la glicemia
Questo è uno degli aspetti più analizzati dalle ultime ricerche scientifiche. Da oltre trent’anni di studi, infatti, è emerso che una soluzione media al 2% è in grado di ridurre la glicemia in seguito a un pasto ricco di amidi e carboidrati. Altri lavori dicono che occorrono circa 20 ml di aceto di mele ai pasti per ridurre la risposta glicemica del 20%. Recentemente è stato anche evidenziato come l’aceto riduce la resistenza all’insulina anche nei pazienti affetti da diabete di tipo 2. «Nei soggetti affetti da insulino-resistenza, l’ingestione di aceto ha ridotto la glicemia postprandiale del 64% rispetto ai valori di placebo. I benefici si estendono anche nei pazienti sani: a 30 minuti dopo il pasto, le concentrazioni di glucosio nel sangue sono stati significativamente ridotti con qualsiasi concentrazione di acido acetico rispetto al valore di controllo», scrivono i ricercatori. Attualmente ancora non si conoscono con precisione i meccanismi che portano a tale riduzione.

Un antitumorale naturale o no?
Uno studio ha evidenziato il ruolo antitumorale dell’aceto di riso giapponese (Kurosu) che pare aver inibito la proliferazione cellulare in maniera dose dipendente. Un estratto di acetato di etile di Kurosu, quando aggiunto all’acqua potabile, ne ha significativamente inibito l’incidenza fino al 60% e dimezzato la molteplicità nel cancro del colon. Lo studio è stato condotto su modello animale. Il motivo di tale effetto positivo non è stato ancora scoperto, anche se si ritiene che possano aver inciso gli antiossidanti che si trovano all’interno. È bene anche sottolineare che nonostante vi siano molti studi che ritengono che l’ingestione prevenga molti tipi di cancro, un lavoro condotto in Serbia afferma esattamente l’opposto: l’uso continuo aumenta di 4 volte il rischio di contrarre una forma cancerogena. Come spesso accade, i risultati scientifici sono spesso in contrasto l’uno con l’altro.

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