15 novembre 2019
Aggiornato 07:00
Influenza 2016-2017

Influenza, dalle prime scoperte a oggi. Ecco tutto ciò che dovresti sapere e che (forse) non avresti mai sospettato

Dalla prima comparsa dei virus dell'influenza a oggi sono cambiate molte cose. Come nasce il concetto di «influenza» nell'antichità e cosa significa oggi. La storia, le scoperte e le minacce. Tutto quello che c'è da sapere, anche sui vaccini.

Influenza curiosità e storia
Influenza curiosità e storia Shutterstock

Quando arriva l’inverno e le temperature precipitano viene naturale, al primo segnale di mal di gola e naso chiuso, pensare all’influenza. Nonostante questo termine sia praticamente sulla bocca di tutti, spesso però viene utilizzato in modo inappropriato. Ecco cosa si cela dietro questa parola, il virus e i suoi sintomi.

Perché si dice ‘influenza’?
Vi siete mai chiesti perché la chiamiamo influenza? In realtà si tratta di un concetto errato e superato, un tempo legato alla dottrina miasmatico umorale. La vecchia medicina, infatti, non conosceva – o non prendeva in considerazione – il concetto di contagio come lo vediamo noi oggi. Si riteneva infatti che nell’aria vi fossero delle microparticelle che inducevano la malattia e che queste venivano influenzate dai vari astri. Da qui il nome di influenza che si presenta – come ritenevano gli antichi – quasi esclusivamente in determinati momenti dell’anno. Noi ora pensiamo che tutto ciò sia dovuto un calo delle temperature, ma nei tempi passati erano gli astri a influenzarne la comparsa. Nonostante questa credenza vanti migliaia di anni di storia, il termine fu introdotto nella nostra penisola solo nel Quattrocento.

  • Approfondimento: cos’è un miasma?
    Miasma trova la sua origine nella parola greca Μίασμα e si riferiva a delle sostanze tossiche generalmente esalate in seguito a fenomeni di putrefazione. Oggi potremmo parlare di inquinamento.

L’influenza, non è una scoperta recente
Verrebbe da pensare che l’influenza, intesa come patologia, sia una scoperta recente. Invece non è affatto così: ne parlava Ippocrate già 2400 anni fa. Tuttavia i dati in nostro possesso in merito alla diffusione del virus potrebbero essere poco chiari. Ciò che invece si sa per certo è che verso la fine del 1500 il patogeno migrò dall’Asia all’Africa per poi giungere anche in Europa.

L’influenza più pericolosa della storia
Stranamente non vi sono molti dati in seguito a tale epoca che ne testimoniano una diffusione continua nei mesi invernali, come avviene ai nostri giorni. Molti però ricorderanno la pandemia più pericolosa della storia, quella avvenuta nel 1918 e denominata Influenza spagnola. Si sa che quest’influenza uccise circa 100 milioni di persone in tutto il mondo, provocando più decessi della peste. La denominazione spagnola ancora oggi lascia molte perplessità riguardo la sua origine. Ma alcune teorie sostengono il nome sia attribuibile ai giornali spagnoli, i quali sarebbero stati i primi a riportare la notizia dell’epidemia. Questo perché a quell’epoca la Spagna era uno dei pochi Paesi in cui la stampa non era soggetta a censura di guerra. Sarà vero?

Vaccini antinfluenzali
Vaccini antinfluenzali (Funnyangel | Shutterstock)

La scoperta dei vaccini
Oggi si ritiene che il virus influenzale sia più facilmente controllabile grazie all’avvento dei vaccini. Il metodo più classico per la produzione di un vaccino antiinfluenzale è quello di permettere la crescita del virus in uova di gallina. In seguito il virus viene inattivato, o attenuato, prima di procedere all’inoculazione nel vaccino. Trattandosi di un farmaco vero e proprio, però, non è esente da effetti collaterali. Seppur raro, il più noto è quello che si verifica nelle persone allergiche alle uova. Va tuttavia sottolineato che il rischio allergie rappresenta un problema rarissimo nei soggetti sensibili. Per ovviare a molti effetti collaterali tipici del vaccino, sono stati realizzati i cosiddetti vaccini split in cui le particelle virali vengono frammentate. All’estero esistono anche vaccini prodotti con virus vivi.

  • Approfondimento: anche gli allergici possono essere vaccinati
    Secondo un recente studio pubblicato sul sito web dell’American Academy of Allergy, Asthma & Immunology (AAAAI), anche se si è allergici alle uova è possibile essere vaccinati. Tuttavia è d’obbligo che il paziente ne abbia precedentemente discusso con il proprio allergologo e che rimanga una mezz’ora in sala d’attesa al termine del vaccino. In questo modo, il personale medico potrà osservare eventuali reazioni avverse. Si può anche richiedere che la vaccinazione venga eseguita in due step: nel primo vengono somministrate due piccole somministrazioni graduali e nel secondo una intera.

Vaccino antinfluenzale spray
Per gli ‘agofobici’ esiste anche un tipo di vaccino spray. Si tratta di un vaccino con virus attenuati che viene somministrato attraverso uno spray nasale. Attenzione però: non tutti possono richiederlo. Per ottenerlo bisogna aver compiuto almeno i due anni di età e non bisogna aver raggiunto i cinquant’anni. Il Center of Desaese Control and Prevention Usa (CDC) ha però richiesto che il vaccino LAIV non venga utilizzato per la stagione 2016-2017. Il problema sarebbe la scarsa efficacia. Attualmente sembra essere ancora disponibile FLUENZ prodotto da MedImmune LLC.

  • Approfondimento: come funziona un vaccino?
    I vaccini hanno lo scopo di stimolare il nostro organismo a produrre anticorpi (immunoglobuline) al fine di riconoscere il virus e combatterlo efficacemente. Una volta riconosciuti, alcune cellule immunitarie preposte hanno il compito di distruggerli. Divenendo così immuni da un ulteriore contagio.

È tutta colpa del freddo
A questo punto verrebbe da chiedersi, se il virus non è influenzato dagli astri, come mai ci ammaliano soprattutto nei mesi invernali? Il problema non risiede nel cielo, bensì in terra. Infatti, la riduzione delle temperature, ma soprattutto lo sbalzo termico a cui siamo sottoposti (dai luoghi riscaldati all’ambiente esterno) possono paralizzare la clearance mucociliare. In pratica, le piccole ciglia cui è provvisto il nostro apparato respiratorio non riescono più a muoversi liberamente facilitando la penetrazione dei vari virus, tra questo anche quello influenzale.

Rimedi naturali per l'influenza
Rimedi naturali per l'influenza (AlenKadr | Shutterstock)

Non sono sempre necessari gli antipiretici
Febbre? Aspetta prima di assumere dei farmaci che la riducono. Quest’ultima condizione, totalmente naturale, attiva tutte le nostre difese e aiuta a debellare più facilmente i patogeni. In ogni caso, non vanno mai assunti antipiretici se non si superano i 38,5 gradi Centigradi. In alternativa, puoi anche affidarti a rimedi naturali che stimolano la guarigione del corpo e aumentano la sudorazione, riducendo così la febbre. Un rimedio semplice e veloce è quello di preparare un decotto di zenzero, chiodi di garofano, cannella e un pizzico di peperoncino. Per prepararlo, metti gli ingredienti in acqua fredda e fai decuocere per una decina di minuti. Quindi spegni il fuoco e aggiungi una manciata di foglie di melissa e di scorza di limone biologici. I primi tre ingredienti favoriscono la sudorazione e aiutano a contrastare l’infezione virale; la melissa e il limone possiedono virtù rinfrescanti e aiutano a debellare il virus.

Aspirina per l'influenza
Aspirina per l'influenza (Funnyangel | Shutterstock)

Gli antibiotici non servono e l’Aspirina è pericolosa
Gli esperti lo ribadiscono di continuo: assumere antibiotici durante l’influenza non solo non serve a nulla ma potrebbe essere anche deleterio. Quindi, a meno che non ci siano state complicazioni post-influenzali (accertate dal medico) sarebbe bene stare alla larga dagli antibiotici. Allo stesso modo è bene evitare l’Aspirina, specie nei bambini e nei giovanissimi. Essa, in concomitanza con l’influenza, potrebbe causare una malattia a volte con decorso fatale, chiamata Sindrome di Reyes, che intossica gravemente fegato e cervello.

Una complicazione quasi sconosciuta: la sindrome di Guillain-Barré
La Sindrome di Guillain-Barré è una malattia acuta che coinvolge il sistema immunitario che può dare estrema debolezza, fino a causare paralisi. Se tale paresi coinvolge anche i muscoli respiratori l’andamento potrebbe essere fatale. Essa può essere scatenata in seguito a qualsiasi infezione – specie intestinale e delle vie respiratorie – e può presentarsi anche in seguito a una banale influenza. Se viene riconosciuta facilmente, un trattamento a base di immunoglobuline può riportare il soggetto alla normalità. Viene diagnosticata eseguendo un esame del liquido cerebrospinale. La sindrome si presenta in due persone su centomila.

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Discovery and characterization of the 1918 pandemic influenza virus in historical context

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