19 ottobre 2019
Aggiornato 16:30
Le cause dell’ansia

L’ansia non ti molla? Potrebbe essere colpa della tua milza

Un evento stressante fa sì che la milza invii messaggi al cervello che cambiano il nostro modo di essere. Ecco ciò che hanno scoperto alcuni scienziati statunitensi

L'ansia dopo un evento stressante potrebbe dipendere dalla milza
L'ansia dopo un evento stressante potrebbe dipendere dalla milza Shutterstock

OHIO - L’ansia non è una di quelle patologie con sintomi ben definiti. Spesso si presenta in maniera subdola, silenziosa o in modo totalmente astratto. Alcuni la percepiscono come quel peso costante che si avverte a livello del petto o dello stomaco; altri la ritengono un vero e proprio blocco psico-fisico. Quello che è certo è che a lungo andare l’ansia ti incatena, privandoti del tuo agire d’istinto e della tua libertà interiore. Spesso anche le azioni più comuni divengono un problema. Ma perché alcune persone non sperimentano mai l’ansia e altre sono costrette a conviverci quasi dalla nascita? Una possibile spiegazione ci viene fornita da alcuni scienziati statunitensi.

Tutta colpa della milza?
Secondo gli scienziati buona parte della nostra ansia è ascrivibile alla funzione di alcune cellule immunitarie presenti nella nostra milza. L’abbondanza di globuli bianchi della milza potrebbe generare messaggi che il cervello elabora come ansia. Il particolare invierebbe informazioni che a livello cerebrale cataloghiamo come cambiamenti comportamentali. «I nostri risultati sottolineano la possibilità che il sistema immunitario rappresenti un nuovo bersaglio terapeutico per il trattamento di condizioni di salute mentale», spiega Daniel McKim della Ohio State University negli Stati Uniti.

  • Milza: cos’è e come funziona
    La milza è un organo che si trova a sinistra sotto il diaframma, accanto a stomaco e pancreas. È indispensabile per la produzione di globuli bianchi, per l’eliminazione di quelli rossi che ormai non servono più e per la maturazione dei nuovi globuli rossi. Inoltre facilita l’attività macrofagica discernendo tra sostanze dannose e sostanze utili al nostro benessere. Infine, è uno dei più importanti serbatoi ematici da cui attingere in caso di patologie rilevanti. In essa si trovano anche piastrine, ferro e linfociti.

Cambiamenti a lungo termine
A detta degli scienziati, i cambiamenti delle cellule immunitarie persistono fino a un mese dopo un evento stressogeno, secondo quanto è emerso dallo studio condotto su modello animale. «Lo stress sembra indurre il rilascio di cellule staminali dal midollo osseo alla milza, dove si sviluppano in cellule bianche del sangue, o monociti, e si amplificano nel corso del tempo – continua Jonathan Godbout, professore associato presso la Ohio State – Poi la milza diventa un serbatoio di cellule infiammatorie».

  • Una curiosità: quanto pesa la milza
    La milza ha un peso diverso nel maschio e nella femmina. Nel primo pesa circa 200 grammi e nella femmina un po’ meno: circa 160 grammi. Sia peso che volume possono però diminuire con il passare degli anni, mentre alcune condizioni possono aumentarlo. Tra queste la mononucleosi e le patologie cardiache.

Stress e milza: quale correlazione
Gli studiosi affermano che da tempo ormai si è capito come la milza sia parte integrante della sensibilizzazione che avviene a seguito di uno stress prolungato. Secondo i ricercatori è una sorta di memoria allo stress quello che permane a livello della milza. Un problema che noi percepiamo come ansia. A detta degli scienziati, quindi, approfondire tale aspetto della milza potrebbe dar vita a soluzioni per le persone che vivono di stress psicologico cronico. La ricerca è stata presentata a San Diego presso ‘Neuroscience’, il meeting annuale della Society for Neuroscience.