Pressione alta: mai più ipertensione se si agisce sul corpo carotideo iperattivo
I glomi carotidei – veri e propri sensori del nostro organismo – possono essere alla base dell’ipertensione. La ricerca pone le basi per lo sviluppo di nuovi farmaci, più efficaci e potenti nel ridurre la pressione arteriosa
BRISTOL - Sulla pressione alta sono state fatte numerose teorie. La vera causa scatenante, tuttavia, è ancora pressoché sconosciuta. Molte persone, infatti, che curano il proprio stile di vita e che per anni hanno sofferto di ipotensione si trovano – quasi da un giorno all’altro – a soffre di ipertensione. A offrire una nuova visione della patologia sono alcuni ricercatori inglesi, i quali ritengono che dietro l’ipertensione possa esserci un corpo carotideo. Eliminato questo, la pressione arteriosa torna nella norma. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of American College of Cardiology: Basic to Translational Science (JACC).
Se si rimuove il corpo carotideo la pressione scende
L’incredibile scoperta degli scienziati dell’Università di Bristol è che se viene eliminato il corpo carotideo, la pressione sanguigna torna a posto con effetto immediato, senza mai più dover usare alcun farmaco. «Le cadute della pressione sanguigna sono impressionanti - più di trattamento farmacologico - e dimostrano il potenziale per trattare l’ipertensione», ha dichiarato Angus Nightingale, autore dello studio.
- Approfondimento: cos’è un corpo carotideo
I glomi carotidei o corpi carotidei sono formati da chemorecettori e cellule situati vicino alle arterie carotidi. Hanno lo scopo di avvertire la modificazione della composizione del sangue a livello di ossigeno, pressione, pH e anidride carbonica.
Allarme attivato
Il motivo per cui i corpi carotidei alzano la pressione nasce dal fatto che quando l’ossigeno nel sangue viene ridotto, essi attivano una sorta di allarme. L’emergenza che innescano fa sì che venga inviato al cervello un segnale che richieda l’aumento della pressione sanguigna (e quindi dell’ossigeno). «Trattare il corpo carotideo è un nuovo approccio e un potenziale punto di svolta in quanto riteniamo di ridurre una delle principali cause di ipertensione in molti pazienti. Il trattamento dell’alta pressione sanguigna affronta di solito i sintomi degli organi terminali come il cuore, i reni e vasi sanguigni, e non le cause», spiega Julian Paton, ricercatore presso l’Università di Bristol, in Inghilterra.
Una nuova soluzione per i pazienti affetti da ipertensione?
Il trial clinico ha dimostrato che i pazienti a cui è stata applicata la resezione di corpi carotidei, rispondevano in maniera esagerata a livello respiratorio quando i livelli di ossigeno si riducevano. «Sebbene questo approccio chirurgico per i pazienti affetti da pressione alta ha avuto successo, non pensiamo che questa sarà la soluzione a lungo termine. Abbiamo ora bisogno di trovare un farmaco che smorza un corpo carotideo iperattivo e reimposta il termostato della pressione del sangue a un livello normale», continua Nightingale.
L’intervento solo in situazioni di emergenza
È indubbio che se il nostro corpo possiede dei glomi carotidei, a qualcosa servono. Ed eliminarli può certamente portare a ulteriori scompensi. Anche se tutto ciò sarebbe da verificare. È chiaro, quindi, che l’intervento chirurgico andrebbe eseguito solo ed esclusivamente in casi di emergenza. «Siamo molto entusiasti di essere riusciti ad abbassare i segnali di allarme provenienti dal corpo carotideo in condizioni di ipertensione, ma resta tutto ciò dovrebbe essere effettuato soltanto in una situazione di emergenza. Il nuovo obiettivo dei farmaci è un recettore per la molecola di ATP chiamato recettore P2X3», conclude Paton. Insomma, senz’altro i presupposti sono molto buoni ma sono necessarie ancora ulteriori verifiche e ricerche al fine di creare un farmaco che possa essere la soluzione definitiva all’ipertensione.
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