28 febbraio 2024
Aggiornato 00:00
Medicina

Batteri resistenti agli antibiotici, si uccidono con il sale

Gli scienziati trovano un modo «salato» per uccidere l’MRSA, uno dei più diffusi batteri resistenti agli antibiotici e che miete molte vittime ogni anno

LONDRA – La guerra ai batteri resistenti agli antibiotici non si ferma, vista l’emergenza sanitaria mondiale che questi rappresentano. Un pericolo sempre più attuale e presente che rischia di sfuggire di mano se non si trova un rimedio efficace e definitivo. Ora, i ricercatori dell’Imperial College di Londra pare abbiano trovato nel sale un alleato nell’eliminare il tristemente famoso MRSA, lo Stafilococco Aureo (o Staphylococcus aureus) resistente alla Meticillina.

Studiare la vita dei batteri
Studiando più a fondo la vita dei batteri e come questi riescono a sopravvivere e moltiplicarsi, può condurre a trovare una soluzione alle infezioni comuni e a quelle resistenti ai farmaci. Batteri come lo Stafilococco aureus vivono naturalmente sulla pelle e nel naso di molte persone. Fino a che restano lì, niente di male. Le cose cambiano quando questi iniziano a proliferare e a passare nel sangue della persona. L’infezione può divenire grave ed essere causa di avvelenamento e morte. Lo S. aureus è anche noto per causare intossicazioni alimentari, poiché può essere presente in alimenti come carni, insaccati, prodotti lattiero-caseari, insalate e così via. Questo stesso batterio è resistente anche a temperature elevate e alte concentrazioni di sale.

La scoperta
In questo nuovo studio, il team di ricerca ha scoperto come lo Staphylococcus aureus regola la propria assunzione di sale. Il segreto potrebbe dunque celarsi nel modificare o interrompere questo meccanismo. In tal modo, i batteri si ritroverebbero o ad assorbire troppo sale dall’ambiente in cui si trovano o perdere troppa acqua, cosicché si disidratano e muoiono. «Lo Staphylococcus aureus è un batterio patogeno chiave e provoca molte infezioni gravi nei pazienti – spiega la prof.ssa Angelika Gründling, del Dipartimento di Medicina presso l’Imperial – Con questa ricerca ora abbiamo una migliore comprensione di come i batteri affrontano lo stress da sale. Anche se questa ricerca è in una fase iniziale, ci auguriamo che questa conoscenza un giorno ci aiuterà a prevenire le infezioni da stafilococco di origine alimentare, nonché aprire nuove possibilità per un tipo di trattamento che possa lavorare a fianco degli antibiotici».

Lo studio
Per questo studio, pubblicato sulla rivista Science Signaling, i ricercatori hanno esaminato in laboratorio le cellule di MRSA, scoprendo una molecola di segnalazione, chiamata ’’cyclic di-AMP’’, che è fondamentale per il processo attraverso il quale i batteri regolano i loro livelli di sale. Anche se non è ancora chiaro il perché, è risaputo che lo S. aureus è resistente alle alte concentrazioni di sale, che di solito si usa come conservante dei cibi. Un’analisi approfondita ha permesso di osservare come il batterio sia avvisato dalla molecola di segnalazione che si trova in un ambiente ad alta saturazione di sale. Dopo di che, la molecola aggancia diverse proteine trasportatrici e segnala loro di rispondere e proteggere la cellula dalle elevate concentrazioni di sale che, è risaputo, estraggono l’acqua dalle cellule, disidratandole. In questo modo, le proteine per prevenire la perdita di acqua attirano nella cellula una molecola che agisce come una sorta di spugna, assorbendo l’acqua e impedendone la fuoriuscita e bloccando l’azione del sale.

Interrompere il meccanismo
Dopo la scoperta, gli scienziati sono riusciti a interrompere questo meccanismo di protezione dal sale. Aumentando i segnali inviati alla proteina trasportatore, si è ridotto in modo significativo il numero di spugne in miniatura. Con poche proteine spugna, o addirittura nulle, le cellule del batterio divengono più sensibili all’azione assorbente del sale, cosa che può ucciderle. Questo stesso processo potrebbe essere replicato in altri batteri come per esempio la Listeria, che ha un meccanismo di difesa simile. «Molti metodi di conservazione degli alimenti utilizzano il sale per mantenere il cibo fresco e impedire ai batteri di moltiplicarsi – aggiunge il dott. Christopher Schuster, coautore dello studio – Tuttavia, ci sono sempre alcuni batteri come lo Staphylococcus aureus che sono resistenti a questi alti livelli di sale, e sopravvivono. Ma se siamo in grado di sviluppare qualche forma di trattamento che interrompe l’azione di queste molecole di segnalazione, potremmo assicurare che il sale uccide tutti i batteri».