22 aprile 2024
Aggiornato 00:00
Forma e salute

Essere magri fa vivere più a lungo

Le persone da sempre magre hanno maggiori probabilità di vivere più a lungo rispetto a coloro che, dall’infanzia o da giovani e fino alla mezza età sono in sovrappeso, i quali hanno un più elevato rischio di mortalità

STATI UNITI – Uno studio congiunto da un team di ricercatori della Harvard University e della Tufts University sostiene che essere magri da sempre fa aumentare l’aspettativa di vita. Cosa che invece non accade con chi ha sempre avuto problemi di peso, magari dall’infanzia per arrivare alla mezza età. Costoro avrebbero infatti un più elevato rischio di mortalità.

Uno ampio studio
Il largo studio ha visto il coinvolgimento di 116.888 persone di cui 80.266 donne e 36.622 uomini. Di questi i ricercatori hanno valutato la forma del corpo durante le diverse età: 5, 10, 20, 30, e 40 anni. Si è poi presa la misura dell’indice di massa corporea (BMI) all’età di 50 anni, e tutti i soggetti sono stati seguiti dai 60 anni in su (con una media di 15 -16 anni) fino al decesso. I partecipanti hanno nel frattempo risposto a questionari sullo stile di vita e riportato ogni due anni le informazioni mediche e ogni quattro anni quelle sulla dieta seguita.

I risultati
I risultati, pubblicati sul British Medical Journal (BMJ) hanno mostrato come le persone che restavano magre per tutta la vita hanno avuto il tasso di mortalità più basso: 11,8 per cento nelle donne e 20,3 per cento negli uomini. Coloro che invece hanno riferito di essere stati più pesanti da bambini e chi è rimasto pesante o ha guadagnato più peso, soprattutto durante la mezza età, hanno avuto la più alta mortalità: 19,7 percento le donne e 24,1 percento gli uomini.

È anche questione di BMI
Un secondo studio ha suggerito che anche i livelli dell’indice di massa corporea (BMI) hanno il loro peso sul rischio di mortalità. Si è infatti evidenziato che un aumento del BMI era associato a maggiori rischi di morte prematura. I dati acquisiti per mezzo di una grande meta-analisi di 230 studi prospettici, che ha visto l’inclusione di oltre 30,3 milioni di partecipanti, hanno confermato questa tesi. L’analisi dei decessi relativi a più di 3,74 milioni dei soggetti coinvolti, ha evidenziato che il tasso di mortalità era più basso tra coloro che rientravano nel range 20-22 del BMI, rispetto a coloro che rientravano nel range 23-24.