14 agosto 2020
Aggiornato 04:30
Medicina

Sclerosi multipla, il trapianto di staminali la blocca

Il trapianto di cellule staminali pare sia in grado di bloccare la sclerosi a placche. Tuttavia la chemioterapia aggressiva ne limita la possibilità di utilizzo e la terapia è ad alto rischio

CANADA – Da un’équipe di medici canadesi arriva la notizia che con un trapianto di cellule staminali è possibile bloccare la progressione della sclerosi a placche. Tuttavia, la terapia non è esente da rischi.

Non per tutti
Anche se promettente, questa nuova terapia non è per tutti, visti i rischi che comporta. Pubblicati su The Lancet, i risultati di questo studio mostrano che gli effetti di questo trapianto possono essere sia eclatanti che pericolosi. I ricercatori ne hanno testato gli effetti su 24 pazienti di età compresa tra i 18 e i 50 anni, tutti affetti da sclerosi a placche. Prima, i soggetti sono stati sottoposti a una potente chemioterapia, poi a un trapianto di cellule staminali prodotte dal midollo osseo. Infine ne sono stati seguiti gli esiti.

I risultati
Il trattamento ha funzionato su 23 pazienti. Questi hanno beneficiato della terapia evitando il ricorso ai farmaci che assumevano fino a prima del trattamento. Allo stesso modo, il metodo ha bloccato le ricadute e lo sviluppo di nuove lesioni cerebrali. «Otto dei 23 pazienti – scrivono i ricercatori – hanno avuto un miglioramento durevole del loro handicap sette anni e mezzo dopo il trattamento». Tuttavia, uno dei 24 pazienti è morto per complicazioni epatiche e infettive sviluppate a seguito della chemioterapia aggressiva impiegata prima del trapianto.

Che cos'è la sclerosi a placche
La sclerosi a placche è una malattia autoimmune e degenerativa. È del tipo diemelinizzante, poiché attacca la sostanza bianca del sistema nervoso centrale: la mielina. Come per molte malattie di questo genere, a oggi non esiste una cura definitiva. Questo tipo di sclerosi è chiamata ‘a placche’ perché le aree dove avviene la perdita della mielina sono circoscritte, come appunto a placche che appaiono indurite e caratterizzata da cicatrici e sclerosi. La sclerosi a placche colpisce circa due milioni di persone nel mondo, di cui circa 400mila in Europa. I principali sintomi sono debolezza muscolare, disturbi dell’equilibrio e della visione, disturbi del linguaggio. In alcuni casi paralisi.

Il primo del genere
La terapia è unica nel suo genere e, come sottolineano gli scienziati, è il «primo trattamento capace di produrre questo livello di controllo della malattia o il recupero neurologico, ma i rischi legati al trattamento limitano il suo utilizzo su larga scala». Sebbene questo sia il primo trattamento del genere, in passato si era già tentata una via simile, trapiantando cellule staminali ematopoietiche (AHSCT) originarie del midollo osseo e che sono in grado di produrre diverse cellule del sangue, tra cui globuli rossi, bianche e piastrine.