27 luglio 2021
Aggiornato 08:30
Pediatria

Pile al litio lontano dalla portata dei bimbi, possono uccidere

Il pediatra: «La loro ingestione può essere mortale. Si tratta di pile dalla carica elettrica molto forte che se si fermano nell’esofago scaricano tutta l’energia sulle pareti corrodendole come fosse una sostanza caustica»

ROMA - Se in casa ci sono dei bambini piccoli è bene evitare di tenere delle batterie al litio a pastiglia. I bambini ne sono attirati, per via della loro forma e del loro luccichio. E poiché sono anche piccole, possono essere ingerite con facilità. Il rischio è serio, così come i danni che a volte sono fatali. Ecco le ‘batterie killer’, così come le ha definite il dottor Luigi Dall’Oglio, responsabile di chirurgia endoscopica digestiva del Bambino Gesù di Roma.

L’ingestione può essere mortale
Ingerire una di queste pile può essere un’esperienza drammatica, che può anche provocare la morte in un bambino piccolo. «La loro ingestione – spiega Dall’Oglio all’Agi – puo’ essere mortale. Si tratta di pile dalla carica elettrica molto forte che se si fermano nell’esofago scaricano tutta l’energia sulle pareti corrodendole come fosse una sostanza caustica». L’esperto sottolinea come si corra il rischio «che si formi una fistola nella trachea o, ancora peggio una fistola con l’aorta provocando la morte del bambino in pochi minuti». Se invece la batteria raggiunge l’esofago «i danni sono minori e risolvibili con una terapia adeguata», rassicura però Dall’Oglio.

Come capire se il bimbo ha ingerito una pila
Può anche capitare che il bimbo ingerisca una pila, specie se piccola, e che non ci si accorga di questo nell’immediato. Se infatti non si ferma in gola, e non c’è rischio di soffocamento, la faccenda può anche passare inosservata. Tuttavia ci sono dei sintomi che devono mettere in allarme. «Se un bimbo rifiuta il cibo, ha una sete eccessiva e ha una salivazione eccessiva bisogna insospettirsi – specifica il dott. Dall’Oglio – Specialmente se quella batteria che avevamo sul tavolo è sparita». Le pile al litio di questo tipo sono piuttosto comuni in apparecchi elettronici e giocattoli. Così come è purtroppo piuttosto comune l’ingestione da parte di un bambino, non a caso al Bambino Gesù sono decine i bambini che vengono ricoverati ogni mese per averne ingerita una. «Gli effetti sono velocissimi, tanto che le estrazioni d’urgenza sono inutili. Una volta passata nello stomaco si aspetta l’espulsione naturale», commenta l’esperto.

Non sempre si fa in tempo a fermare il bambino
Con le pile al litio bisogna essere più che prudenti o accorti, perché non sempre si fa in tempo a fermare il bimbo prima che le ingoi. Alessandro, 10 anni, è uno di questi bambini e paziente dell’ospedale Bambino Gesù. Mentre i suoi genitori non lo stavano osservando, pare che il piccolo abbia aperto una sveglia, tirato fuori la pila per poi ingoiarla nel giro di pochi istanti. Nonostante la pila sia stata espulsa dopo 24 ore, il suo passaggio ha provocato delle piccole lesioni nella parte finale dello stomaco. Anche se i danni sono stati relativi, e le lesioni sono in via di cicatrizzazione, Alessandro dovrà essere sottoposto per due mesi a una terapia a base di inibitori della pompa protonica. Un altro bimbo, meno fortunato, si è ritrovato con una vertebra perforata dalla pila, che gli ha causato una paralisi.

Non solo pile
All’Ospedale pediatrico romano c’è una bacheca che raccoglie tutti i ‘reperti’ recuperati nel tempo dopo che qualche bambino gli aveva ingoiati. Tra questi, oltre alle pile, ci sono centesimi di euro, ferretti per capelli, bottoni, chiavi, ami da pesca, crocifissi, calamite e altro ancora. Molti di questi possono causare soffocamento, ma nel caso delle calamite il rischio è maggiore: «Se il bimbo ne ingoia una dopo l’altra – conclude Dall’Oglio – i due corpi si attraggono imprigionando un pezzo di intestino che si perforerà».