31 marzo 2020
Aggiornato 05:00
Medicina

Aids, in Italia oltre 120mila persone convivono con l'Hiv. Ogni due ore un nuovo caso

Soltanto in Italia 120mila persone convivono con l’HIV, e le sue conseguenze come l’Aids. Nonostante un calo della mortalità, ogni due ore viene diagnosticato un nuovo caso di sieropositività. Ecco la fotografia della situazione in Italia

HIV e Aids, molti gli italiani sieropositivi
HIV e Aids, molti gli italiani sieropositivi Shutterstock

ROMA – La mortalità è calata, ma i nuovi casi di sieropositività all’HIV sono sempre molto alti: circa 4mila l’anno. E negli ultimi due anni hanno colpito soprattutto i giovani tra i 25 e i 29 anni. Ecco la fotografia dell’HIV in Italia presentata in occasione dell’ottava edizione di Icar, Italian Conference of Aids and Antiviral Research, che si terrà dal 6 all’8 giugno 2016 a Milano presso l’Università Milano-Bicocca. Vi saranno presenti oltre 150 scienziati e i ricercatori da tutto il mondo e 1.000 specialisti. Il Congresso Icar è promosso sotto l’egida della Società Italiana di malattie infettive e tropicali (Simit).

Obiettivo, le infezioni virali
Alla Conferenza Icar l’obiettivo sarà presentare e discutere quanto c’è di nuovo in materia di prevenzione, diagnosi e cura delle maggiori infezioni virali. Particolare focus sarà la lotta, la prevenzione e il trattamento dell’HIV-Aids, così come la terapia dell’infezione cronica da HCV. «Noi intendiamo coordinare le diverse realtà scientifiche impegnate nell’assistenza, ricerca e sperimentazione clinica in tema di infezione virali – spiega Antonio Chirianni, presidente Simit – L’evento Congresso di Icar è basato sui contributi originali della ricerca italiana, nel campo dell’infezione da Hiv-Aids e delle altre malattie virali, aperta ai contributi internazionali nel settore, e verrà articolata in vari tracks. L’implementazione degli stessi sarà ispirata essenzialmente a criteri di eccellenza scientifica».

Rapporti a rischio e silenzio sull’infezione
Come è da tempo risaputo, il maggior rischio d’infezione deriva dalle attività sessuali non protette. Situazione confermata anche dal bollettino del Centro operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), secondo cui la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile a rapporti sessuali senza l’uso del preservativo. Queste, secondo i dati, costituiscono l’84.1% di tutte le segnalazioni. Oggi, in Italia, una diagnosi di sieropositività da HIV su quattro (il 27.1%) riguarda persone di nazionalità straniera. Tuttavia, il 37% degli italiani non si è mai sottoposto al test (per cui i dati potrebbero essere sottostimati) e il 5% delle persone che convivono con l’HIV non lo ha mai detto al proprio partner, facendo aumentare il rischio di contagio. Oltre a ciò, ben il 40% dei soggetti sieropositivi non lo rivela ai familiari e il 74% non lo dichiara sul lavoro. Una situazione su cui andrebbe fatta maggiore chiarezza.

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