13 giugno 2021
Aggiornato 07:00
Medicina

Il software «salva-cuore» è italiano e previene il 30% di patologie in più

Si chiama Synapse ed un software italiano salva-cuore, con la possibilità di ricostruire lʼorgano in 3D con estrema precisione è più efficace delle tecniche tradizionali, riuscendo a prevenire il 30% di patologie cardiache in più

ROMA – E’ italiano il programma che permette di prevenire il 30 per cento di patologie cardiache in più. Basato sulla possibilità di ricostruire con estrema precisione l’organo in 3D è più efficace delle tecniche tradizionali.

Il software
Si chiama Synapse, il software salva-cuore. È stato sviluppato dalla Fondazione Iseni y Nervi presso gli Istituti di Ricovero e Cura Gruppo Iseni Sanità di Lonate Pozzolo-Malpensa (Varese). Con questo innovativo programma sarà possibile eseguire esami più accurati, migliorando le prestazioni dei sistemi per l’imaging biomedico come anche cardio-tac e altri esami diagnostici. Ottenendo informazioni entro un’ora.

Previene
La possibilità di ottenere già importanti informazioni entro un’ora dall’esame è un grande vantaggio, specie se poi si può formulare una diagnosi completa per il giorno successivo. In questo modo si ottengono migliori risultati in fase di prevenzione. Non a caso, il software «consente di individuare le patologie prima che si manifestino sintomi importanti – spiega Fabrizio Iseni, presidente della Fondazione Iseni y Nervi – Il paziente ottiene tutte le informazioni entro un’ora e poi una diagnosi completa il giorno successivo».

Un cuore senza segreti
Lo strumento a disposizione dei medici è non solo innovativo, ma permette di svelare i segreti di un cuore sotto osservazione, consentendo una migliore diagnosi ed eventuale terapia. «Siamo l’unica struttura sanitaria in Italia e in Europa ad avere a disposizione questo software – sottolinea Iseni – che rappresenta uno strumento potente per l’elaborazione e l’analisi avanzata in ambito diagnostico». Il programma Synapse «agisce come una ’’lente di ingrandimento’’ e permette di vedere le placche dei vasi arteriosi normalmente nascoste. E’ come si facesse un esame istologico virtuale», ha commentato il cardiochirurgo Andrea Macchi.