27 maggio 2020
Aggiornato 17:00
Ricerca scientifica

Digiuno, il metodo naturale per ridurre l’infiammazione intestinale

Una nuova ricerca associa il digiuno alla riduzione dell’infiammazione e un miglioramento dello stato generale di salute. Lo studio pubblicato su Nature

Il digiuno previene l'infiammazione intestinale
Il digiuno previene l'infiammazione intestinale Shutterstock

Oggigiorno il digiuno mette un po’ di timore. Un tempo, invece, le antiche medicine raccomandavano la pratica del digiuno per mantenersi sani e in forma più a lungo. Tuttavia, tali teorie con gli anni sono andate via via scemando, lasciando aperto qualche spiraglio solo a titolo religioso. Sempre più ricerche scientifiche stanno tuttavia rivalutando questa pratica, quasi ancestrale, come potente arma di difesa contro patologie gravi. Un recente studio lo consiglia in presenza di infiammazione intestinale.

Una pratica indicata dalla medicina naturale
Come sempre accade, le antiche medicine vengono rispolverate dalle discipline alternative moderne. In realtà non si scopre niente di nuovo: la ricerca vuole solo dare una spiegazione a tradizioni per noi ancora poco comprese. Lo studio in questione rientra nella categoria di un particolare argomento definito restrizione calorica o CR. «CR sotto forma di digiuno è stato utilizzato nelle medicine tradizionali come l’omeopatia, la naturopatia e l’Ayurveda per il trattamento di vari disturbi. Tuttavia, la completa comprensione di come CR avvantaggia il nostro sistema sanitario è rimasta sconosciuta fino a ora», spiega Khan Nooruddin della Hyderabad Central University (HCU), autore dello studio.

Un meccanismo innato nel corpo umano
Il meccanismo d’azione su cui agisce il digiuno è stato scoperto da un team di ricercatori, guidato da Bali Pulendran dalla Emory University di Atlanta (Stati Uniti). Dai risultati dello studio è emerso che esiste un sistema innato in grado di adattarsi alla scarsità di cibo. «Sembra che nutrienti ridotti sarebbero un grande richiamo di immunità indotta dal vaccino e protettivi nei confronti dell’infiammazione intestinale», continua Nooruddin.

Tutto merito di un gene
Come ben sappiamo, dietro ogni funzionamento fisiologico, risiede un particolare gene del nostro corpo. In questo caso, il digiuno attiverebbe un gene coinvolto in un’eccellente funzionamento del sistema immunitario. Durante lo studio è stato possibile identificarlo in risposta a un vaccino contro la febbre gialla. «Il gene identificato era il GCN2 (General Controlled Non-repressedkinase): si tratta di un sensore metabolico noto, coinvolto nel rilevamento degli aminoacidi e della fame che sembra regolare il processo di autofagia, una risposta alla fame o allo stress che si trova all’interno delle cellule», spiegano i ricercatori.

Un trattamento utile nella colite ulcerosa o Morbo di Chron
«Una dieta a basso contenuto di proteine o farmaci che imitano i suoi effetti sulle cellule del sistema immunitario potrebbe essere strumenti per il trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali, come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa», spiegano gli autori dello studio. «Nel documento pubblicato su Nature, i ricercatori hanno dimostrato che il percorso di GCN2 aminoacido dipendente, svolge un ruolo critico nel rilevamento cambiando livelli di nutrienti nell’intestino e aiutando ulteriormente a mantenere l’equilibrio immunologico del corpo», conclude il professor Reddennna della Hyderabad Central University.

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