30 settembre 2020
Aggiornato 19:30
Prevenzione del diabete

Intestino debole? Rischi diabete e obesità

Una debolezza o riduzione della flora batterica intestinale porta a un aumentato rischio di malattie metaboliche croniche

L’intestino è ormai risaputo svolgere un ruolo cardine nel buon funzionamento del sistema immunitario e, di conseguenza, nella salute generale di un individuo. Una recentissima ricerca, tuttavia, mette in relazione la debolezza dell’ecosistema intestinale con alcune patologie croniche e importanti: il diabete e l’obesità. Ecco i risultati dello studio.

La colpa è della disbiosi
Tutti sappiamo che nel nostro intestino vivono immense colonie di microorganismi. Il "mondo" che popola questo enigmatico viscere è formato sia da batteri e lieviti "buoni" che da quelli "cattivi». È l’equilibrio tra i due che garantisce un ottimo funzionamento dell’intero organismo. Spesso, però, a causa di un’alimentazione errata o da uno stile di vita non proprio salutare, i microorganismi cattivi superano quelli buoni, con una netta diminuzione di enzimi digestivi. Si tratta della classica disbiosi intestinale, ed è questa che può causare facilmente diabete di tipo 2 e obesità. Ad asserirlo sono alcuni ricercatori americani della Pennington Biomedical Research Centre.

  • Approfondimento: cos’è il microbiota intestinale umano
    Si tratta dell’insieme dei microorganismi simbiotici che si trovano nell’intero sistema digerente di un individuo. In un solo essere umano ne esistono quasi 1.000 specie, tra cui batteri, miceti e lieviti. È la cooperazione tra queste varie specie che garantisce il benessere di un organismo vivente. Oltre a permettere la metabolizzazione dei nutrienti, il microbiota intestinale è fondamentale per la fermentazione. Il genere Lactobacillus e i Bifidobacteria sono presenti nell’80 per cento a questo scopo. Altri batteri conosciuti come l’Escherichia coli, i Bacteroides, il genere Eubacteria e i Clostridium sono presenti nella misura del 20 per cento e sono necessari alla putrefazione di alcune sostanze. Anche se appaiono ai nostri occhi come batteri pericolosi è bene precisare che se si trovano in equilibrio con il resto dei microorganismi sono del tutto innocui.

Anche l’agricoltura sul banco degli imputati
Un ulteriore danno è causato dai cambiamenti delle varie pratiche agricole che negli ultimi cinquant’anni ha visto una netta riduzione della qualità e della diversità alimentare. Secondo quanto pubblicato su Molecular Metabolism, è proprio questo che potrebbe aver inciso enormemente sulla flora intestinale e, di conseguenza, aver aumentato notevolmente il rischio di diabete e obesità: «gli individui sani possiedono una diversa flora intestinale, ma una ridotta ricchezza del microbiota può dar luogo alla comparsa di diabete di tipo 2, obesità e malattie infiammatorie croniche intestinali», spiega il team di ricerca.

La nostra salute dipende dall’intestino
Ricercatori di tutto il mondo lo hanno ripetuto più volte. La salute dell’intero organismo dipende dal benessere dell’intestino. Il microbiota intestinale, infatti, sembra agire come un organo endocrino in grado di trasformare al meglio i nutrienti ingeriti attraverso la propria dieta. È stato rilevato più volte come negli individui affetti da varie patologie, il microbiota intestinale sia povero. Se la dieta è invece molto varia, generalmente, si abbatte il rischio di un intestino debole, spiegano i ricercatori. Inoltre è fondamentale cibarsi il più possibile di alimenti sani, freschi, non raffinati, elaborati o industriali.