21 novembre 2019
Aggiornato 03:30
Bere caffè può ridurre il rischio di sclerosi multipla

Come il caffè può contro la sclerosi multipla

Bere diverse tazze di caffè al giorno pare possa essere efficace contro certe malattie, tra cui la sclerosi multipla o SM. Lo studio

Il caffè potrebbe risultare utile contro il rischio di sclerosi multipla
Il caffè potrebbe risultare utile contro il rischio di sclerosi multipla Shutterstock

STATI UNITI – Un team internazionale di ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma, della Johns Hopkins University in Maryland e della University of California Berkeley, hanno condotto uno studio revisionale in cui emerge che bere fino a 6 caffè al giorno potrebbe proteggere dalla sclerosi multipla, o SM.

Merito della caffeina
Secondo quanto riportato in letteratura, il merito sarebbe ascrivibile alla caffeina che avrebbe proprietà neuroprotettive, e non solo stimolanti il sistema nervoso. Inoltre, la caffeina pare possa sopprimere la produzione di certe sostanze chimiche coinvolte nella risposta infiammatoria organica. Da questo se ne deduce che si ottenga una protezione dalla malattia neurodegenerativa.

Lo studio
Per arrivare alle loro conclusioni, i ricercatori si sono basati su due rappresentativi studi sulla popolazione: uno in Svezia che ha coinvolto 1.620 adulti con sclerosi multipla e un gruppo di confronto di 2.788 soggetti sani, abbinati per età e sesso. Questo è stato collegato a un altro studio americano che ha coinvolto 1.159 persone con SM e 1.172 persone sane. I risultati dell’analisi, rispetto anche al consumo di caffè, hanno mostrato che il rischio di SM è stato costantemente più elevato tra coloro che bevevano un minor numero di tazze di caffè ogni giorno, in entrambi gli studi. Questo anche dopo aver tenuto conto di fattori potenzialmente importanti e influenti come il fumo e il peso corporeo durante l’adolescenza.

Precauzioni
I risultati completi dello studio sono stati pubblicati sul Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry, ma i ricercatori avvertono che si tratta di uno studio osservazionale, per cui non si possono trarre conclusioni definitive su una relazione causa/effetto. Anche i modi e i tempi nel consumo di caffè che ci sono stati tra una diagnosi e la raccolta dei dati sulla SM potrebbero aver influito sui risultati. Tuttavia, i risultati possono contribuire a una migliore comprensione dell’eziologia (origine) della sclerosi multipla e allo sviluppo di nuove terapie, concludono gli autori.