30 settembre 2020
Aggiornato 00:30
Dormire bene e sentirsi in forma

Mal di primavera? Un aiuto dalla natura per ritrovare energia

Combattere il «mal di primavera» con gli Isoflavoni della soia e gli altri alleati per un buon sonno e per ristorare corpo e mente.

MILANO – Che il sonno sia un processo fondamentale per il benessere fisico e mentale è ormai assodato. Nonostante ciò, oggi sempre più persone accusano disturbi, più o meno debilitanti, nella qualità del riposo. In periodi poi come l’arrivo della primavera, questi problemi possono acerbarsi, e portare con sé numerosi altri problemi.

La natura al nostro servizio
Quando la stanchezza ci attanaglia, quando si hanno difficoltà nel dormire (bene) e altri problemi simili e correlati, ecco che la natura può arrivare in nostro soccorso. A questo proposito, l’Osservatorio AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari – Area Integratori Alimentari), segnala un interessante studio condotto in Giappone su oltre 1.000 persone e pubblicato su Nutrition Journal. Secondo lo studio, un aiuto decisivo arriva dagli isoflavoni della soia, una classe di fitoestrogeni presenti in natura soprattutto nelle leguminose, e la cui assunzione è correlata positivamente con la durata e la qualità del sonno.

Il primo studio
Lo studio[1] dei ricercatori giapponesi è il primo ad aver analizzato la popolazione in generale: prima di questo, solo due ricerche avevano preso in esame la correlazione tra assunzione degli isoflavoni della soia e turbe del sonno, focalizzandosi però esclusivamente sulle donne in post-menopausa. La ricerca in questione è stata condotta su 1.076 giapponesi di età compresa tra i 20 e i 78 anni, di cui sono state prese in esame alcune abitudini rilevanti. L’assunzione di isoflavoni è stata misurata utilizzando tre alimenti a base di soia molti comuni nella cucina giapponese: il natto (un prodotto derivato dalla fermentazione dei fagioli di soia), il tofu e il tofu fritto. I partecipanti allo studio hanno poi ricevuto un questionario di auto-valutazione sulle proprie abitudini alimentari e sul sonno. I risultati suggeriscono che un’elevata assunzione quotidiana di isoflavoni da fonti alimentari è significativamente correlata a una durata ottimale del sonno (7-8 ore) e a una sua migliore qualità.

Come gli estrogeni
Il meccanismo d’azione dovrà essere pienamente chiarito, e sarà compito degli studi prospettici in corso far luce sul loro funzionamento – dichiara Antonello Sannia, Presidente Società Italiana di Medicina Naturale – Tra le spiegazioni avanzate vi è il comportamento mimetico degli isoflavoni che, agendo come gli estrogeni, impattano positivamente su alcuni neurotrasmettitori del cervello, tra cui la serotonina, responsabile della regolazione del ciclo sonno-veglia. La sicurezza dell’assunzione degli isoflavoni della soia è stata confermata recentemente anche dall’EFSA (European Food Safety Authority). Alicja Mortensen, presidente del gruppo EFSA sugli additivi alimentari, ha valutato l’assunzione di isoflavoni contenuti negli integratori non nocivi per le donne in post-menopausa: infatti in base alle evidenze scientifiche recensite[2], non esisterebbe correlazione tra consumo di isoflavoni ed effetti negativi sugli organi chiave della donna, come ghiandola mammaria, utero e ghiandola tiroidea.

[1] https://nutritionj.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12937-015-0117-x#CR20

[2] http://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/4246