4 aprile 2020
Aggiornato 04:30
Un italiano nella task force mondiale di ricerca sul virus zika

Zika virus un italiano nella task force. E’ Giuseppe Ippolito direttore scientifico dello Spallanzani

Il Global Virus Network ha incluso nella task force di ricerca sullo Zika virus ha ora incluso anche Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma

ROMA – Ora che l’Italia fa parte della task force creata in seguito all’emergenza Zika virus, che sta facendo parlare di sé ormai da diverso tempo. Istituita dal Global Virus Network, la task force raccoglie esperti virologi parte di 35 centri d’eccellenza in 26 Paesi. A rappresentare l’Italia è stato chiamato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

L’Italia può fare la sua parte
«Siamo contenti di mettere al servizio le nostre conoscenze nella risposta internazionale alla pandemia – ha dichiarato il dott. Ippolito – Il nostro Istituto ha avviato un progetto di collaborazione con i colleghi della Slovenia e del Brasile per studiare la patogenesi dell’infezione da virus Zika: non vediamo l’ora di condividere le nostre scoperte con gli altri membri della task force». La task force è presieduta da Scott Weaver, già co-presidente del team contro la Chikungunya e direttore del dipartimento malattie infettive della University of Texas Medical Branch di Galveston (Usa).

Servono molti soldi
Al di là del clamore, più o meno giustificato, che sta creando questo virus trasmesso dalle zanzare, quello che è certo è la grande spesa economica che richiede l’intervento per arginare la diffusione. Secondo le stime dell’Oms per cominciare occorreranno circa 56 milioni di dollari, una cifra decisamente alta. Il piano d’azione studiato dagli esperti, da qui a giugno, prevede lo sveltire gli studi su vaccini e test rapidi, oltre alla ricerca sul virus. Oltre a ciò, si intende fare opera di bonifica nei confronti delle zanzare, specie nei Paesi più colpiti dal fenomeno che al momento sono 39, di cui 34 soltanto in Sud America.

In attesa dei finanziamenti
Mentre si attendono i finanziamenti, che dovranno arrivare anche dalle varie nazioni, per la task force si utilizzerà inizialmente il fondo di emergenza istituito per far fronte all’epidemia di Ebola. «Il possibile legame con complicazioni neurologiche e malformazioni alla nascita – spiega Margaret Chan, direttore generale dell’Oms – ha cambiato rapidamente il profilo di rischio di Zika da una minaccia trascurabile a una di serie proporzioni».

Microcefalia, casi reali?
Secondo le stime, soltanto in Brasile sono 508 i casi confermati di microcefalia fetale. Mentre i casi sospetti sono stati 5.280 solo nell’ultima settimana. Tuttavia tracce del virus Zika sono state trovate unicamente in 41 dei casi accertati di microcefalia. In Italia, per ora ci sono stati pochi casi da virus Zika: sono una decina le persone che hanno contratto l’infezione all’estero. L’arrivo prossimo dell’estate però porterà con sé molte più zanzare e, secondo gli esperti, questo potrebbe rivelarsi un problema. Vedremo se sarà davvero così.

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