31 agosto 2025
Aggiornato 05:30
Avvicinare i bambini agli esami più temuti

La risonanza magnetica diviene un’avventura nello spazio

Da risonanza magnetica a viaggio nello spazio. Ecco l’ospedale a misura di bambino per scacciare la paura degli esami

MILANO ─ La risonanza magnetica (MRI) non fa più paura ai bambini. Sì, perché diviene un’avventura nello spazio. Ecco il progetto del San Raffaele di Milano, per affrontare e vincere la paura di ospedali, macchinari, medici e infermieri.

Il più temuto
Quello della risonanza magnetica è uno degli esami più temuti dai bambini. Ma con il progetto promosso dall’Unità di Neuroradiologia dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano ─ tra le 18 strutture d’eccellenza del gruppo ospedaliero San Donato ─ l’esame diventa un viaggio spaziale.

Tutti astronauti
Se a un bimbo viene prescritta la risonanza magnetica, con l’aiuto di medici e paramedici, ecco che inizia l’avventura. I piccoli pazienti potranno infatti partecipare a una specie di «Corso di addestramento per piccoli astronauti». E il viaggio verso pianeti lontani ha inizio nel reparto ospedaliero, anziché alla Nasa. Tutto questo fa parte del progetto «Piccolo astronauta», che ha vinto il Premio Terzani 2010 per l’umanizzazione della medicina. Del tutto rinnovato, grazie al contributo dell’azienda farmaceutica Boehringer Ingelheim, si prefigge di condurre per mano il bambino per fargli superare le sue paure, liberando al contempo la sua creatività e la fantasia. Il viaggio parte dalla sala d’attesa e ha come meta il tanto temuto tunnel della risonanza magnetica.

Un viaggio in compagnia
In questo viaggio, che fa parte del corso di addestramento, il piccolo paziente è accompagnato da psicologi, tecnici, infermieri e neuroradiologi. Tutto il personale si premura di instaurare con il bambino un rapporto di fiducia, trasformando un qualcosa che cagiona paura in una fonte di divertimento e curiosità. Il corso per piccolo astronauti è supportato dall’uso di tablet e le App (ormai familiari ai piccoli) che preparano bambini e famiglie all’avventura nello spazio. Al termine del percorso, al piccolo viene rilasciato il patentino da astronauta che dà il «permesso» al bambino di affrontare il viaggio che lo porterà tra navicelle, stelle, pianeti… e naturalmente all’esame diagnostico. Finto l’esame, ai piccoli pazienti è anche rilasciato un attestato in ricordo della loro avventura spaziale.

Uno strumento importante
«La risonanza magnetica è lo strumento più importante per ottenere una diagnosi neuroradiologica precisa ─ sottolinea Andrea Falini, primario dell’Unità di neuroradiologia del San Raffaele ─ Per un bambino, però, può costituire un momento angosciante. Con questo progetto, l’esame diventa un’avventura».