16 ottobre 2019
Aggiornato 13:30
Aerosol e malattie respiratorie nei bambini, non serve

Aerosol, un rimedio inutile. Non serve a curare raffreddore e tosse nei bambini

Il mito dell’aerosol per curare le malattie respiratorie nei bambini non ha evidenze scientifiche che ne giustifichino l’uso. Tosse, catarro, raffreddore si possono curare in altri modi

ROMA - Chi non ha utilizzato o fatto utilizzare l’aerosol almeno una volta nella vita? Da quando è stato inventato, circa quarant’anni fa, sono infatti molte le persone che lo hanno usato per trattare i problemi delle vie respiratorie. Ma quello dell’aerosol e della sua utilità nella cura di tosse, catarro, raffreddore e così via nei bambini pare sia un mito: secondo gli scienziati non vi sono evidenze scientifiche che ne giustifichino l’uso. Cioè, non servirebbe.

Una mania tutta italiana
A detta della pediatra Susanna Esposito, esperta di infettivologia presso l’Università degli Studi di Milano e presidente della World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders (Waidid), quella dell’aerosol è una «moda» tutta italiana. «In Italia, a differenza di quanto avviene in altri Paesi, quasi tutti i pediatri prescrivono l’aerosol per le affezioni delle vie respiratorie molto diffuse specie nei mesi freddi, ma in realtà in oltre il 50% dei casi l’uso della terapia aerosolica è improprio e inutile», sottolinea l’esperta.

Ma in caso di bronchiolite…
Nel 50 per cento dei casi, l’aerosol è inutile, ma «ha senso per la cura della bronchiolite, della bronchite asmatica e della laringite ─ spiega la dott.ssa Esposito ─ al contrario non serve nella rinofaringite, nella faringo/tonsillite e nell’otite media acuta, i comuni malanni di stagione».

La cura migliore
Per curare i problemi alle vie respiratorie, specie se c’è catarro, ecco il consiglio dell’esperta. «Se c’è eccesso di catarro nelle alte vie aeree ─ spiega Susanna Esposito ─ l’unica pratica efficace sono i lavaggi nasali con una siringa riempita di soluzione fisiologica (10 ml per narice nei lattanti, 5 ml nei neonati), facendo passare il liquido da una narice all’altra: l’obiettivo è evitare la colonizzazione batterica nasale».
«In caso di bronchite asmatica ─ prosegue la pediatra ─ con broncospasmi ricorrenti, ovvero un restringimento dei bronchi che provoca grave difficoltà respiratoria, si può procedere con [un farmaco broncodilatatore] salbutamolo e corticosteroidi in aerosol, mentre per la bronchiolite (un’infezione virale delle ultime diramazioni bronchiali frequente nel primo anno di vita) si fanno cicli solo con la soluzione ipertonica. Nella laringite ipoglottica, con tosse «a foca», si opta per l’aerosol con soluzione fisiologica e cortisone. È bene aggiungere che la scelta dei corticosteroidi va fatta dal pediatra, perché non tutti hanno la stessa efficacia».

Curare l’ambiente
Altri rimedi utili in caso di problemi alle vie respiratorie sono far idratare bene il bambino, facendolo bere molto, e anche umidificare in modo adeguato gli ambienti, mantenendo il grado di umidità intorno al 45-55 per cento. Anche la temperatura interna dei locali dovrebbe mantenuta tra i 19-20 °C.

Niente agitazione
Spesso, spiega l’esperta, l’aerosol in Italia viene prescritta troppo. È vero che le affezioni delle alte vie respiratorie sono assai frequenti nei bambini, ma il motivo di questo abuso della terapia aerosolica è da ricondursi soprattutto all’ansia delle mamme italiane che preferiscono ricevere comunque un’indicazione terapeutica, e spesso il pediatra si trova ad assecondare questa tendenza anche per tranquillizzare i genitori, sebbene si tratti di patologie che si autorisolvono. Il consiglio della pediatra è dunque quello di usare altri rimedi più affidabili e limitare l’uso dell’aerosol solo ai casi in cui la sua efficacia sia comprovata scientificamente.