14 novembre 2019
Aggiornato 00:00
Soluzioni tecnologiche per le malattie più diffuse

Diabete, arriva il "pancreas artificiale" che si utilizza con uno smartphone

Controllare il diabete con un dito, grazie alla tecnologia alla portata di tutti ecco il “sostituto” del pancreas

VIRGINIA – La tecnologia sta facendo passi da gigante. Ma a volte realizza sistemi che superano di gran lunga la nostra fantasia. È il caso di questo nuovo sistema in grado di trattare il diabete mellito di tipo 1 in maniera completamente automatica e con il semplice ausilio di uno smartphone.

Una pompa di insulina a portata di mano
Si tratta di un incredibile sistema messo a punto da alcuni scienziati statunitensi. È realizzato con un piccolo sensore e una pompa di insulina portatile, in grado di sostituire perfettamente il funzionamento del pancreas. Esegue il monitoraggio automatico degli zuccheri nel sangue e la distribuzione dell’insulina.

Sei anni di ricerche
Per ottenere uno strumento così efficiente sono stati necessari anni di studi e ricerche. «Abbiamo lavorato su questo pancreas artificiale specifico dal 2006. Non solo abbiamo dimostrato che è possibile, ma anche che è in grado di funzionare con uno smartphone», spiega Boris Kovatchev, direttore del Centro per il diabete presso l’Università della Virginia.

Puoi indossarlo ovunque
Il sistema dispone di una sorta di «penna» che possiede un sensore in grado di misurare il livello di glucosio nel sangue, e può essere indossato nel posto che si preferisce. Per esempio su un braccio, una gamba o l’addome. La misurazione del glucosio avviene ogni cinque minuti.

I risultati disponibili in un’App
C’è un’App per tutto. Anche per questo. Lo smartphone, che comunica con il sensore, riporta i risultati ottenuti in modalità wireless. La pompa di insulina possiede un ago sottilissimo che rilascia insulina nel flusso ematico. Secondo i ricercatori il dispositivo è totalmente discreto, e non si avverte neppure la sua presenza. «L’obiettivo finale è quello di rendere la gestione diabete di tipo 1 semplice, automatica e senza sforzo, facilitando la vita quotidiana di 1,25 milioni di persone che soffrono di questa malattia», spiega Francis Doyle dell’Harvard’s Paulson School of Engineering and Applied Sciences.

I test finali
Il dispositivo è stato realizzato grazie a una sovvenzione di 12.600.000 dollari, rilasciata dal National Institutes of Health (NIH). Gli ultimi test verranno svolti presso varie cliniche degli Stati Uniti, Francia, Italia e Paesi Bassi.