21 novembre 2019
Aggiornato 04:00
Pillola anticoncezionale, è davvero pericolosa?

Società contraccezione: niente paura con l'uso della pillola

Non esistono dati a conferma di quanto sostiene lo studio legale trevisano che attacca la Bayer. Yaz e Yasmine come le altre pillole anticoncezionali.

ROMA - "Basta con i sensazionalismi non supportati da seri dati scientifici: non fanno altro che creare panico e distorcere la realtà». È categorica la Società Italiana della Contraccezione (Sic) nel commentare la recente vicenda che vede l'azienda farmaceutica Bayer alla sbarra degli imputati. In sintesi, uno studio legale di Treviso ha depositato una denuncia - querela presso la Procura della Repubblica di Torino per accertare l'operato dell'azienda tedesca in relazione alle pillole anticoncezionali Yasmin e Yasminelle. Secondo i legali questi contraccettivi ormonali - a base di drospirenone - avrebbero causato in Italia e in Europa diversi casi di Tev (Tromboembolismo venoso profondo).

Non ci sono prove che incriminano la pillola
"Non esistono nuovi dati a conferma di quanto sostiene lo studio legale trevisano" spiega Annibale Volpe, past president della Sic, sottolineando come "una nota della European Medicines Agency (Ema) recepita l'anno scorso dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) sul rischio Tev associato all'utilizzo di contraccettivi ormonali combinati specifica che i benefici dei contraccettivi orali superano di gran lunga il rischio di effetti indesiderati gravi nella maggior parte delle donne». Chiarisce: "In pratica il documento conferma le precedenti evidenze sul basso rischio di Tev con tutti i contraccettivi ormonali combinati a basso dosaggio e indica che, tra questi, quelli a base di progestinici levonorgestrel, noretisterone o norgestimato hanno il più basso rischio di Tev». "Resta chiaro" aggiunge il professor Volpe "che in termini di sicurezza un ruolo chiave è giocato dallo specialista".

E' fondamentale il parere del ginecologo
"Anzitutto il ginecologo deve sempre rilevare i livelli pressori e rivolgere specifiche domande alla paziente per inquadrarne con chiarezza la storia personale e familiare». Continua: "Non a caso la nostra Società ha preparato un ricettario - che sarà distribuito prossimamente ai ginecologi - in cui sono esplicitate sia le domande da rivolgere alla paziente, sia le risposte, intese come azioni terapeutiche, più appropriate per singolo caso». In secondo luogo, sottolinea il past president Sic "è importante che i ginecologi sensibilizzino le donne nella decodificazione dei sintomi della Tev: si tratta infatti di sintomi specifici la cui individuazione puntuale può decisamente diagnosticare la trombosi e dunque limitarne le conseguenze». "Questo può definirsi un atteggiamento costruttivo e scientifico" conclude il professor Volpe "non certo muovere azioni legali - volte solamente a creare confusione - sulla base, peraltro, di dati inconsistenti e fuorvianti che non evidenziano i molti vantaggi della contraccezione ormonale".