24 giugno 2017
Aggiornato 05:30
Rimedi naturali contro lo stafilococco

Contro i batteri resistenti, le foglie di castagno

Ricercatori di Atlanta hanno scoperto che le foglie di castagno sono in grado di rendere inoffensivi i batteri, specie lo stafilococco aureo e ceppi di MRSA (la forma più resistente)

ATLANTA – A volte le soluzioni più importanti in termini di salute si trovano nelle cose più naturali – come le foglie di castagno. Una pianta accessibile a tutti, dalle virtù eccezionali e utili nella lotta contro i batteri. La ricerca pubblicata su PLoS One.

Prima della scienza, lo sapevano i nostri avi
Alcuni ricercatori di Atlanta, negli Usa, hanno voluto studiare l’effetto delle foglie di castagno a seguito dell’utilizzo popolare che se ne fa da secoli. In particolare contro le infezioni della cute, che oggi sappiamo essere causate dallo stafilococco aureo (o S. Aureus). «Abbiamo identificato una famiglia di composti di questa pianta che possiedono un meccanismo medicinale molto interessante», spiega Cassandra Quave, etnobotanico presso la Emory University. «Piuttosto che uccidere lo stafilococco, questo estratto botanico funziona togliendo le armi allo stafilococco, essenzialmente bloccando la capacità dei batteri di creare tossine che causano danni ai tessuti», continua Quave.

Una nuova arma contro i batteri antibiotico-resistenti?
E’ un problema grave quello della resistenza agli antibiotici, causa di migliaia di morti ogni anno. Per tale motivo, scienziati di tutto il mondo, sono alla ricerca di alternative ai farmaci di utilizzo comune. Secondo Cassandra Quave, le foglie di Castagno potrebbero essere una possibile soluzione per le infezioni causate dallo stafilococco aureo, specie nei casi di resistenza alla meticillina (o MRSA).

Le statistiche sono allarmanti
Solo negli USA, almeno ventimila decessi ogni anno sono causati da batteri antibiotico-resistenti. Ecco perché le foglie di castagno potrebbero essere considerate la nuova arma contro lo stafilococco: «Abbiamo dimostrato in laboratorio che il nostro estratto disarma anche l’iper-virulenza dei ceppi di MRSA in grado di causare gravi infezioni nelle persone sane. Allo stesso tempo, l’estratto non disturba i normali batteri sani sulla pelle umana. È tutta una questione di saper ripristinare l’equilibrio», dichiara Quave.

Se uno scienziato sa osservare, trova la risposta
Perché alcuni scienziati conducono anni di studi senza trovare una possibile risposta, mentre altri la trovano immediatamente? Secondo Quave, alla radice del problema ci sono le domande che ci si pone. Se si cercano solo gli agenti antisettici, probabilmente si perdono di vista altre proprietà interessanti nella lotta contro i batteri.  «Ho sentito molte persone che respingono le piante curative tradizionali dalla medicina perché le piante non uccidono un agente patogeno. Evidentemente non si sono posti le giuste domande – sottolinea Quave – E se queste piante svolgessero un altro ruolo nella lotta contro una malattia?».

Un antico tè che uccide lo stafilococco
«La gente del posto e i guaritori ci hanno ripetutamente detto come sia possibile preparare un tè, e poi lavare la pelle con questo infuso. Secondo la tradizione così si possono trattare le infezioni della pelle e le infiammazioni», spiega Quave. La dottoressa, in collaborazione con Alexander Horswill, un microbiologo dell’University of Iowa, ha tentato di riprodurre un estratto simile. Dai risultati è emerso che all’interno della droga si trovano ben 94 composti attivi. Tra questi ci sono l’ursene e l’oleanene che possiedono importanti virtù che contrastano lo stafilococco.

La natura trova soluzioni migliori delle aziende farmaceutiche
La dottoressa Quave spiega che da anni le aziende farmaceutiche si stanno dando pena per trovare un prodotto in grado di contrastare le tossine prodotte dai batteri. Il paradosso è che la natura lo sapeva già fare: «Questo è più emozionante perché abbiamo dimostrato che con questo estratto possiamo disattivare un’intera cascata di responsabili della produzione di una varietà infinita di tossine».

Bastano quantità infinitesimali

Dai risultati dello studio si è potuto constatare che piccole quantità come 50 mcg, sono sufficienti per arrestare i danni inferti a tessuti e globuli rossi. La bella notizia è che l’estratto non perde l’efficacia con il passare del tempo. Per questo motivo il team di ricerca ha deciso di creare un farmaco naturale a base di foglie di castagno che possa essere reperibile ovunque.

  • Approfondimento  Le foglie di castagno si raccolgono nei mesi primaverili, ad aprile e maggio. Oltre alle proprietà sopracitate, la fitoterapia le consiglia contro le affezioni dell’apparato respiratorio, per le quali svolgono anche una marcata azione espettorante. Associate a cipresso ed eucalipto si utilizzano nel trattamento della pertosse. Le gemme sono un eccellente rimedio per il drenaggio linfatico, per migliorare l’insufficienza venosa e gli edemi. A tale scopo, di norma di associano a betulla e ippocastano. La letteratura attuale non segnala effetti collaterali di sorta.

Preparazione dell’infuso
L’infuso si prepara mettendo 2,5 grammi di foglie per tazza di acqua calda. Si lascia in infusione per una decina di minuti, quindi si filtra. La preparazione si utilizza due o tre volte al giorno. Per via esterna si possono aumentare leggermente le dosi.