5 dicembre 2019
Aggiornato 23:00
la sedentarietà da giovani si paga da adulti

Troppo davanti alla Tv danneggia la mente e la prontezza

Guardare molta televisione da giovani può minare la prontezza mentale da adulti, specie nella mezza età. Questi i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Jama Psychiatry

CALIFORNIA – Guardare troppa Tv fa male, soprattutto perché alimenta la sedentarietà. E, secondo i ricercatori californiani, troppe ore davanti allo schermo possono ridurre la prontezza mentale o cognitiva dai cinquant’anni in poi: in altre parole si diviene un po’ inebetiti.

E’ la Tv o la sedentarietà
A minare la prontezza mentale e cognitiva è la televisione o la sedentarietà? Volendo rispondere alla domanda così com’è verrebbe da dire tutte e due. Ma i ricercatori Tina D. Hoang dell’Istituto della California del Nord per la ricerca e l’istruzione al Veterans Affairs Medical Center e Kristine Yaffe dell’Università della California, hanno voluto osservare soltanto gli effetti dell’inattività fisica. Per far ciò hanno coinvolto 3.247 persone di età compresa tra i 18 e i 30 anni, che sono state coinvolte in una serie di test e indagini per valutare il tempo trascorso davanti alla Tv, gli sport praticati e la prontezza mentale. I test sono poi stati ripetuti 25 anni dopo, per valutarne gli effetti.

Proprio così
I risultati parlano chiaro: troppe ore davanti alla Tv danneggiano la prontezza cognitiva. Quello che i ricercatori hanno trovato è che vi è una connessione tra il tempo medio passato davanti allo schermo superiore alle 3 ore e una peggiore prontezza cognitiva. Allo stesso modo, una scarsa attività fisica influisce sulla prontezza. La degradazione della prontezza mentale è poi proporzionale alla combinazione di più fattori: le ore passate davanti alla Tv più la scarsa attività fisica davano i risultati peggiori e raddoppiavano i problemi cognitivi.

Brutte performance
«Bassi livelli di esercizio e alte dosi di fruizione televisiva da giovani sono associati a performance cognitive peggiori nella mezza età – scrivono gli autori dello studio – In particolare, questi comportamenti sono stati abbinati con una più lenta velocità di elaborazione e una peggiore funzione esecutiva, ma non con una ridotta memoria verbale». I risultati completi sono stati pubblicati sulla rivista Jama Psychiatry.