6 dicembre 2019
Aggiornato 02:00
Percezione del rischio ancora poco diffusa in Italia

65 paesi «uniti» contro la trombosi

La Trombosi venosa e l'Embolia polmonare sono la prima causa di morte in ospedale anche in Italia, come in molti Paesi del mondo, causando fra i pazienti ricoverati più morti di infezioni e polmoniti, ha dichiarato l'OMS- Organizzazione Mondiale della Sanità.

ROMA - Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari onlus e Humanitas Research Hospital-IRCCS oggi si alleano con oltre 300 fra Ospedali, Agenzie Governative, Associazioni di pazienti in 65 Paesi del Mondo: uniti per chiedere ai Sistemi Sanitari un'azione concreta per ridurre nei pazienti ricoverati in ospedale l'incidenza di Trombosi e di Embolia polmonare, eventi altamente prevenibili provocati da uno sbilanciamento del sistema della coagulazione del sangue, che causa la formazione di un Trombo nel sistema delle vene. Un coagulo inopportuno può frammentarsi e liberare Emboli che raggiungendo il polmone possono provocare un evento drammatico e spesso mortale come l'embolia polmonare. La Trombosi venosa e l'Embolia polmonare sono la prima causa di morte in ospedale anche in Italia, come in molti Paesi del mondo, causando fra i pazienti ricoverati più morti di infezioni e polmoniti, ha dichiarato l'OMS- Organizzazione Mondiale della Sanità.

Percezione del rischio ancora poco diffusa in Italia
Ad oggi agli ospedali in Italia non viene richiesto di valutare il profilo di rischio individuale di ogni singolo paziente ricoverato, nonostante i dati confermino che 60 Trombosi su 100 si verificano in pazienti ricoverati in Ospedale. La percezione del problema Trombosi in Italia è ancora poco diffusa, anche se un'indagine realizzata da ALT ha rilevato un netto miglioramento della conoscenza della Trombosi negli ultimi 25 anni: ma ancora non basta. Se si focalizza la ricerca sui pazienti ricoverati, solo 25 su 100 sanno che il fatto stesso di essere ricoverati in ospedale aumenta la probabilità di Trombosi.

Colpiscono il doppio dei tumori
Ogni anno nel mondo si verificano 10 milioni di casi di Trombosi venosa de Embolia polmonare: Trombosi significa Infarto del miocardio, Ictus cerebrale, Trombosi delle vene e delle arterie, ed Embolia: nel loro insieme queste malattie, comunemente raccolte nella definizione «cardiovascolari» sono la prima causa di morte e di grave invalidità in Europa e negli Stati Uniti: colpiscono il doppio dei tumori, e molto più degli incidenti e dell'AIDS messi insieme. «Un paziente viene ricoverato in ospedale per molte ragioni: un intervento chirurgico, un trauma, una malattia con febbre, una infezione, un ictus, un infarto, lo scompenso cardiaco, la polmonite, una malattia reumatica?.e ha un suo individuale profilo di rischio che dipende in parte dalla genetica e molto da fattori concomitanti, come l'obesità, l'uso di terapie ormonali, il fumo di sigaretta e molti altri. Chi lavora in ospedale deve essere a conoscenza di questo, e provvedere a proteggere i pazienti ricoverati da una complicanza che non farebbe che aggravare la situazione iniziale per la quale il paziente è stato ricoverato», continua la dottoressa Rota. Per queste ragioni ALT e Humanitas Research Hospital IRCCS stanno realizzando un progetto che coinvolge infermieri, medici e pazienti, con l'obiettivo di ridurre le complicanze da Trombosi attraverso l'attivazione di una squadra contro la trombosi, un gruppo di infermieri appositamente formati e sensibilizzati a tracciare il profilo di rischio del paziente con il fine di impostare una profilassi.