5 giugno 2020
Aggiornato 11:00
Funzioni cognitive e alimentazione

Zuccheri e grassi in eccesso, riducono apprendimento e memoria

Gli alimenti troppo dolci causano alterazioni batteriche che influiscono negativamente sulla funzione cognitiva.

OREGON – Una perdita della flessibilità cognitiva. È questo il danno attribuito agli zuccheri e grassi dai ricercatori della Oregon State University. Una dieta ricca di tali alimenti è pertanto considerata negativa sia per i giovani che per gli adulti.

La colpa è della flora batterica
Una dieta ricca di grassi, ma soprattutto zucchero, a detta degli scienziati causerebbe cambiamenti a livello della flora intestinale. Sarebbe questa la diretta responsabile del declino della flessibilità cognitiva. Ciò significa che si perde il potere di adattamento in presenza di situazioni più o meno particolari.

Il pericolo è anche per l’apprendimento
Secondo i risultati ottenuti, lo zucchero causa un deterioramento precoce sulle capacità di apprendimento e la memoria a breve termine. Come detto, molti dei problemi sono collegati all’alterazione del macrobiota intestinale che contiene, in stato di salute ottimale, 100.000 miliardi di microrganismi.

Messaggi in codice
La ricerca, pubblicata su Neuroscience, è stata condotta su modello animale e ha messo in evidenza come una dieta di questo genere non permetta di ottenere risultati ottimali durante i test cognitivi. Ciò ha permesso di sottolineare i cambiamenti nella funzione mentale e fisica. «È sempre più chiaro che i nostri batteri intestinali sono in grado di comunicare con il cervello umano. Possono rilasciare composti che agiscono come neurotrasmettitori, stimolare i nervi sensoriali o il sistema immunitario e riguardano una vasta gamma di funzioni biologiche», spiega Kathy Magnusson, autrice principale dello studio.

Alla ricerca di una nuova via
Al termine delle quattro settimane di studi, i topi alimentati con tanti grassi e zuccheri, hanno mostrato un forte declino sulle prestazioni mentali e fisiche, rispetto al gruppo di controllo.
«La perdita di valore di flessibilità cognitiva in questo studio è stata piuttosto grande – continua Magnusson – Pensate di guidare verso casa su una rotta che è molto familiare per voi, qualcosa che si è abituati a fare da sempre. Poi un giorno quella strada è chiusa e si deve improvvisamente trovarne una nuova per tornare a casa». Una persona con un alto livello di flessibilità cognitiva è in grado di adattarsi subito al cambiamento, cercare la soluzione migliore e più semplice e ripetere la stessa strada il giorno seguente. Chi ha la flessibilità alterata potrebbe avere serie difficoltà a farlo ed essere molto stressato in tale situazione.

Se l’intestino è compromesso, tutto si complica
La ricerca è stata condotta su animali giovani, ma gli studiosi ritengono che quelli in età avanzata potrebbero avere problemi ancora più seri. Peggio, chi ha l’intestino che non funziona correttamente. Magnusson dice che da tempo si conoscono i danni causati da un eccesso di alimenti zuccherini e grassi. Ma ciò che non si tiene presente è che non è solo il cibo a causare danni: anche le modifiche del macrobiota intestinale possono influenzare negativamente il nostro modo di pensare e agire. Attenzione, quindi, a cosa si mette nel piatto.

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