6 ottobre 2022
Aggiornato 21:30
L’annoso problema dei batteri resistenti

L’Escherichia coli è sempre più resistente agli antibiotici

Il noto batterio E. coli, un patogeno molto agguerrito, è sempre più presente nelle mamme nei loro bambini. Una presenza che diviene minacciosa per via dell’acquisita resistenza agli antibiotici che può mettere a repentaglio la vita delle persone

ST. LOUIS – Un nuovo studio mette in luce un grave problema: la presenza di ceppi colonizzanti del batterio patogeno Escherichia coli in mamme sane e nei loro bambini. I ceppi di batteri che divengono resistenti agli antibiotici sono una seria minaccia per la salute e la vita delle persone interessate.

AGGUERRITI – I nuovi ceppi colonizzanti di E. coli sono sempre più agguerriti. Se fino a poco tempo fa erano sensibili ai chinoloni – identificati 50 anni fa – di recente si è osservato un aumento della resistenza ai farmaci che li contengono e agli antibiotici come la ciprofloxacina. Questo significa che chi si trovi a vedersela con questo ceppo resistente può avere diversi problemi. E, come emerso dallo studio pubblicato sul Journal of Infectious Diseases, e condotto dai ricercatori del Dipartimento di Pediatria della Washington University School of Medicine di St. Louis, a essere più a rischio sono le mamme e i bambini i cui microrganismi sono stati comunemente trovati nelle feci.

UNA PRESENZA SGRADITA – La dr.ssa Emily A. Gurnee colleghi hanno analizzato le feci di 80 gemelli sani e delle loro rispettive madri. Le partecipanti sono state seguite sia prima del parto che dopo, per circa due anni e mezzo. Molte delle donne e dei bambini non erano mai stati esposti agli antibiotici. I risultati delle osservazioni hanno rivelato che il 19% dei bambini e il 20% delle madri ha escreto, almeno una volta, il batterio E. coli ciprofloxacina resistente. Oltre a ciò, nel corso dello studio, il 33% delle famiglie ha contato almeno un membro con feci intaccate dall’E. coli ciprofloxacina resistente. Tra i bambini risultati positivi a questo patogeno vi erano maggiori probabilità di aver avuto una degenza più lunga alla nascita. Questi bambini, in genere, erano nati da madri con feci altrettanto positive.
Gli autori sottolineano che «non possiamo affermare con certezza che gli E. coli ciprofloxacina resistenti identificati siano in grado di provocare malattie negli esseri umani». Però «[…] Questo complemento di virulenza avvalora il loro potenziale patogeno».