20 novembre 2019
Aggiornato 15:30
i rischi dell’uso del condom

I quattro lati nascosti dei preservativi

È uno dei più diffusi mezzi di prevenzione delle gravidanze e delle malattie sessualmente trasmissibili, il preservativo. Ma anche lui ha alcuni lati nascosti che forse non tutti conoscono

NEW YORK – I preservativi sono ancora uno dei mezzi più efficaci per contrastare la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili. Così come sono un buon compromesso per evitare gravidanze indesiderate. Tuttavia, come spesso accade, anche loro non sono esenti da alcuni «bachi» che possono rendere un po’ più difficile la vita.

A PROPOSITO DI LATTICE – Uno dei materiali principali con cui sono prodotti i condom è il lattice. Niente a che fare con le mucche, ma una miscela di gomme – in genere caucciù – molto elastica. Se questo materiale è ottimale per le prestazioni, può però essere fonte di allergia per qualcuno. Secondo l’American Academy of Allergy, Asthma & Immunology, vi sono persone che possono avere una reazione allergica qualora vengano in contatto con la proteina della gomma. Chi sperimenta questa reazione può mostrare i tipici sintomi da allergia, come starnuti, naso che cola, rossore agli occhi, prurito e comparsa di pustole. Nei casi più eclatanti si può anche avere vertigini, difficoltà respiratorie – e in una situazione come questa, l’ultima cosa a cui si pensa è il sesso.

HIV E COMPANY – Secondo gli esperti, i preservativi danno il meglio di sé nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Per esempio contro il virus dell’HIV (quello che causa l’Aids), la sifilide, la gonorrea, la clamidia e anche l’HPV (il virus del papilloma umano). Per quanto riguarda invece l’herpes genitale, poiché il condom ricopre soltanto il pene ma lascia libere le altre parti del corpo, che possono venire in contatto con le zone genitali infette dell’altra persona, la protezione può venire meno, avvertono gli esperti.

SI ROMPE – Maledizione di molte coppie, la rottura del preservativo può essere causa di una gravidanza indesiderata. Ma anche della trasmissione di qualche malattia. Per quanto questi prodotti siano sempre migliori, il rischio che si rompano è sempre in agguato. Per prevenire, è sempre bene controllare la data di scadenza, poiché dopo possono seccarsi e diventare fragili. Allo stesso modo, è bene controllare che siano appunto ben lubrificati. Secondo le statistiche, i preservativi hanno un grado di protezione del 98%, dunque abbastanza alto. Ma se utilizzati in modo improprio, la percentuale scende di molto e il rischio sale.

CANCRO – Due medici statunitensi, Candace Sue Kasper e PJ Chandler Jr, già nel lontano 1995 pubblicavano sulla rivista JAMA uno studio in cui suggerivano che il lubrificante secco (talco) utilizzato sui preservativi poteva essere causa di cancro ovarico e fibrosi delle Tube di Falloppio con risultante infertilità. Un’altra ricerca tedesca di qualche anno fa, a opera del Chemical and Veterinary Investigation Institute di Stoccarda, aveva evidenziato come in molti preservativi vi fossero delle sostanze cancerogene come le N-nitrosammine presenti in quantità superiori ai limiti consentiti. Secondo invece uno studio dell’Università di Kiel l’assorbimento di queste sostanze è così limitato da non destare preoccupazioni. In definitiva, se i preservativi non sono così sicuri, la pillola può essere anch’essa causa di malattie e via discorrendo, il metodo anticoncezionale davvero sicuro alla fine è… l’astinenza.