24 febbraio 2020
Aggiornato 16:00
Obesità grave

Chirurgia dell'obesità, in Italia solo 0,8% accede a intervento

Un milione e 300 mila persone, il 3% della popolazione, vive una condizione di estremo disagio: patologie multiple, necessità di cure di ogni tipo, disabilità progressiva sino all'invalidità. Eppure solo lo 0,8 della popolazione che ne avrebbe bisogno accede alla terapia più efficace attualmente disponibile, la chirurgia bariatrica.

ROMA - Sono giovani adulti, maschi e femmine, con un indice di massa corporea (BMI) che supera 35 e quindi affetti da quella che viene definita «obesità grave». Un milione e 300 mila persone, il 3% della popolazione, che vive una condizione di estremo disagio: patologie multiple, necessità di cure di ogni tipo, disabilità progressiva sino all'invalidità. Eppure solo lo 0,8 della popolazione che ne avrebbe bisogno accede alla terapia più efficace attualmente disponibile, la chirurgia bariatrica.

«Una situazione che deve prevedere scelte organizzative ed economiche più lungimiranti» allerta Nicola Di Lorenzo, Presidente SICOB, la Società Italiana di Chirurgia dell'Obesità, «si tratta di soggetti che hanno un costo elevato nel primo anno di trattamento ma che a medio termine costituiscono un risparmio per il sistema. Pensiamo al fatto che ogni anno muoiono solo in Italia 52mila persone per patologie correlate all'obesità. E al momento le terapie farmacologiche hanno dimostrato di essere inefficaci così come gli approcci riabilitativi. Di fronte ad un soggetto che ha un peso di oltre 40, 50, 80 chili superiore al proprio, bisogna valutare l'approccio chirurgico».

«L'idea è che siano organizzate delle 'Obesity Unit': dei circa 83 centri per l'obesità presenti nel Paese solo 46 eseguono più di 100 casi/anno e la maggior parte sono localizzati al Nord mentre paradossalmente i pazienti sono più spesso nelle Regioni del Sud. Questa anomalia - continua il Presidente della SICOB - porta ad un elevato flusso interregionale di pazienti e ad una discriminazione di quelli che ne avrebbero bisogno ma che non trovano risposte sul territorio. Nei prossimi tre anni il numero di interventi dovrà almeno triplicare e i centri di alta specialità per la chirurgia bariatrica dovrebbero raddoppiare con strutture organizzate in 'Obesity Unit' sul modello delle Breast Unit per il trattamento dei tumori alla mammella. La delibera di budget dedicati porterebbe ad un investimento di 150milioni di euro per il DRG 288 della bariatrica, ma con un risparmio di costi che arriverà a 2 miliardi di euro l'anno rispetto ai 650 milioni di oggi».

L'obesità assorbe oltre 8 miliardi di euro l'anno, circa il 7% della spesa sanitaria globale: un paziente obeso costa 1700 euro in più di un normopeso e se è diabetico il costo aumenta di 2700 euro l'anno. Nel corso della sua vita un cittadino obeso costa 100mila euro in più di un soggetto con peso normale. Il costo del DRG per l'intervento di chirurgia bariatrica è ammortizzato nei primi 3 anni a fronte di una vita residua del paziente di 30-50 anni con un carico di patologie e invalidità nettamente inferiore. A questo va aggiunto il risparmio in termini di patologie correlate, visite mediche, ricoveri, farmaci, perdita di giorni di lavoro, impegno dei caregivers e disabilità progressiva.