3 agosto 2021
Aggiornato 18:30
I rischi dei farmaci

La terapia ormonale sostitutiva aumenta il rischio di cancro ovarico

La terapia utilizzata nel controllo della menopausa, che prevede l’uso di ormoni, è stata trovata aumentare del 40 per cento il rischio di cancro alle ovaie.

OXFORD – I ricercatori del Regno Unito hanno scoperto che la terapia ormonale sostitutiva (TOS o HRT) può aumentare di ben il 40% il rischio di sviluppare il cancro ovarico. Una scoperta che rimette in discussione la necessità di valutare bene i rischi, per una donna, prima di decidere di seguire questo tipo di trattamento in menopausa.

VAMPATE & CO. – La terapia ormonale sostitutiva sfrutta l’effetto di estrogeni o progesterone – singolarmente o combinati – al fine di controllare i sintomi della menopausa come le classiche vampate di calore (o caldane), la secchezza vaginale o la mancanza di desiderio sessuale. Tuttavia, seguire questa terapia anche per pochi anni pone le donne a rischio tumori.

IL KILLER SILENZIOSO – I ricercatori dell’Università di Oxford hanno condotto una revisione sistematica, i cui risultati sono stati pubblicati su The Lancet. Cinquantadue gli studi analizzati, che hanno coinvolto quasi 21.500 donne di Nord America, Europa e Australia, a cui era stato diagnosticato un tumore ovarico. Questo tipo di cancro è tristemente conosciuto come «il killer silenzioso», dato che in genere quando ci si accorge di averlo è spesso troppo tardi.

DATI ALLA MANO – «Per le donne che prendono L’HRT per cinque anni, dall’età di circa 50 anni, ci saranno in media un cancro ovarico in più per ogni 1.000 di queste – spiega il prof. Richard Peto, coautore dello studio – e una morte in più di cancro ovarico ogni 1.700 donne». Lo studio ha anche evidenziato che il rischio, così alto, è per fortuna calato dopo che si è smesso di seguire questa terapia. Tuttavia, le donne che avevano usato il farmaco per almeno cinque anni hanno mostrato un significativo aumento del rischio di cancro ovarico 10 anni dopo. I pareri e i risultati di alcuni studi sono spesso controversi, per cui la parola «fine» non è ancora stata scritta. Nonostante ciò, il rischio esiste e ogni donna dovrebbe ponderare bene prima di decidere se sia più importante alleviare certi sintomi o mettere a rischio la propria salute.