20 novembre 2019
Aggiornato 04:30
La faccia oscura del web

Cyberbullismo, 300 i casi segnalati alla Polizia Postale

30 i minorenni denunciati all'Autorità Giudiziaria per aver diffuso immagini pedopornografiche sul web, 419 persone denunciate e 37 arrestate per aver cercato, detenuto, scambiato in rete immagini di abusi sessuali su minori, 1745 i siti pedopornografici oscurati e inseriti nella black list, 18.450 i siti monitorati nel 2014.

ROMA - Sono trecento i casi di cyberbullismo segnalati alla Polizia Postale e delle Comunicazioni nel 2014, il doppio dell'anno precedente, 30 i minorenni denunciati all'Autorità Giudiziaria per aver diffuso immagini pedopornografiche sul web, 419 persone denunciate e 37 arrestate per aver cercato, detenuto, scambiato in rete immagini di abusi sessuali su minori, 1745 i siti pedopornografici oscurati e inseriti nella black list, 18.450 i siti monitorati nel 2014: questi i numeri che descrivono la faccia oscura del web in Italia. Ma Internet è un'opportunità globale a cui oggi non si può rinunciare, piuttosto occorre cercare risposte più efficaci per tutelare i bambini e i ragazzi che usano la rete dal rischio di abusi on-line.

Con un evento in programma domani presso la Scuola Superiore di Polizia di Roma, la Polizia Postale e delle Comunicazioni coglie l'opportunità offerta dal semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea, per condividere con i partner del pubblico e del privato sociale, italiani ed internazionali, istituzionali ed aziendali, una riflessione comune sulle migliori strategie congiunte di protezione dei minori on-line.

All'incontro, partecipano il vice capo vicario della Polizia di Stato, Prefetto Alessandro Marangoni, il Direttore Centrale per la Polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e per i reparti speciali, Roberto Sgalla e del direttore del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Antonio Apruzzese, partecipano l'Autorità Nazionale Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, E.N.O.C.- European Network Homebudsmann Child, la senatrice Elena Ferrara, la professoressa Maria Rita Parsi per il Comitato Onu sui diritti del fanciullo, rappresentanti del MIUR, i network europei INHOPE e INSAFE, Interpol, Europol, Save Children Italia, S.O.S. il Telefono Azzurro, I.C.T. Coalition, Facebook, Google e altre ONG e network internazionali di tutela dei minori.