7 dicembre 2019
Aggiornato 23:30
Studio pubblicato su «The Lancet»

Un mondo sempre più «obeso»

Secondo un ultimo studio (Global Burden of Disease) pubblicato sulla rivista medica britannica The Lancet l'obesità tocca ben 2,1 miliardi di persone, vale a dire il 30% della popolazione mondiale, di cui il 62% nei paesi in via di sviluppo.

PARIGI - Limitata inizialmente ai paesi industrializzati, la condizione di obesità riguarda ormai anche e soprattutto i paesi emergenti. Secondo un ultimo studio (Global Burden of Disease) pubblicato sulla rivista medica britannica The Lancet l'obesità tocca ben 2,1 miliardi di persone, vale a dire il 30% della popolazione mondiale, di cui il 62% nei paesi in via di sviluppo.

STUDIO SU 188 PAESI - «L'obesità è un problema che tocca tutto il mondo, indipendentemente dall'età, dal luogo o dal reddito», ha riassunto Christopher Murray, direttore dell'Istituto di controllo sulla Salute dell'Università di Washington, che ha condotto lo studio su 188 paesi. Tra il 1980 e il 2013, la percentuale di persone con un indice di massa corporea superiore a 25 è passata su scala mondiale da 28,8% a 36,9% per gli uomini e da 29,8% a 38% per le donne. L'IMC è il rapporto tra l'altezza e il peso di un individuo: quando è superiore a 30 si è in situazione di obesità, superiore a 25 di sovrappeso. Stati uniti, Regno Unito e Australia sono in testa ai paesi industrializzati, con oltre il 60% degli abitanti sopra i vent'anni obese o sovrappeso.

PREOCCUPANO I BAMBINI - Per quanto riguarda i paesi in via di sviluppo, se l'obesità è quasi assente in alcuni paesi africani come il Burkina Faso o il Ciad, nazioni del Medio Oriente, Sudamerica e Oceania cominciano a registrare percentuali preoccupanti. E' il caso di Egitto, Libia, Arabia Saudita, Oman, Bahrein e Kuwait, dove il fenomeno è aumentato in modo significativo, in particolare per le donne (70%). Una tendenza simile si registra anche in Messico, Salvador, Costa Rica, Honduras, Cile e Paraguay e soprattutto nei microstati del Pacifico come Tonga, Kiribati o Samoa (oltre l'80% della popolazione). Ma il dato più preoccupante riguarda i bambini e gli adolescenti: tra il 1980 e il 2013, il numero dei sovrappeso o obesi è aumentato del 50%. Il fenomeno riguarda il 22% delle bambine e il 24% dei maschi nei paesi industrializzati e circa il 13% dei due sessi nei paesi in via di sviluppo.
«Questo incremento è molto inquietante (...) nella misura in cui l'obesita infantile può avere gravi conseguenze sulla salute, soprattutto sul sistema cardiovascolare, per il diabete e numerosi tumori», sottolinea Marie Ng, la ricercatrice che ha coordinato lo studio.