30 marzo 2020
Aggiornato 12:00
Studio pubblicato sulla rivista «The Lancet»

Chemio in gravidanza, nessun danno al bambino

Studio condotto su 70 bimbi. Il responsabile dello studio Frederic Amant: «i bambini che sono stati esposti prima della nascita alla chemioterapia hanno lo stesso sviluppo degli altri bambini»

ROMA - Le donne incinte che sviluppano un cancro non devono abortire, nè rinviare la cura, nè partorire prima del tempo, perchè la chemioterapia non nuoce al bambino. E' questa la conclusione tratta da una serie di studi, pubblicati oggi dalla rivista scientifica Lancet, che hanno evidenziato risultati normali dei testi fisici e psichici a cui sono stati sottoposti i bambini nati da donne che hanno subito il trattamento.
La ricerca è iniziata nel 2005 e i ricercatori del Lancet Oncology journal hanno seguito lo sviluppo di 70 bambini. Stando a quanto dichiarato dal responsabile dello studio, Frederic Amant, «i bambini che sono stati esposti prima della nascita alla chemioterapia hanno lo stesso sviluppo degli altri bambini», per cui «la decisione di somministrare la chemioterapia dovrebbe seguire le stesse linee guida applicate a pazienti non in stato di gravidanza». «In pratica - ha concluso Amant - è possibile somministrare la chemioterapia a partire dalle 14 settimane di gestazione prestando particolari attenzione alla cura prenatale», ha concluso.

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