1 agosto 2021
Aggiornato 15:30
Gli ultimi dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità

Aumentano gli aborti in condizioni rischiose per le donne

Gli aborti praticati all'esterno di ospedali o strutture sanitarie o in assenza di personale medico salgono dal 44% nel 1995 al 49% nel 2008. Stabile invece la percentuale di aborti: 28 l'anno ogni mille donne

ROMA - E' in aumento nel mondo il numero degli aborti condotti in condizioni rischiose, talvolta letali, per le donne. Lo rivelano gli ultimi dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità evidenziando una drammatica inversione di tendenza, sottolinea la rivista The Lancet nel riportare le conclusioni dello studio. Resta stabile invece il dato sulle interruzioni di gravidanze, una percentuale pari a 28 l'anno ogni mille donne.
Gli aborti praticati all'esterno di ospedali o strutture sanitarie o in assenza di personale medico salgono dal 44% nel 1995 al 49% nel 2008. Gli aborti in condizioni rischiose costituiscono una delle principali cause di mortalità materna «uno ogni sette-otto decessi materni».

Dati assolutamente drammatici - Il dato conferma anche la convinzione «nota da decenni, che le donne che desiderano mettere termine a gravidanze indesiderate cercano di abortire ad ogni costo, anche se è illegale e/o mette a rischio la loro stessa vita», spiega il professore Beverly Winikoff della «Gymuity» (un'organizzazione che promuove l'accesso ad aborti sicuri). Gli fa eco Richard Horton, giornalista di Lancet: «Questi ultimi dati sono assolutamente drammatici. I progressi compiuti negli anni Novanta sono stati cancellati», scrive la BBC.
Nei paesi in via di sviluppo, in particolare quelli dove sono in vigore leggi restrittive sulle interruzioni di gravidanza, la maggior parte degli aborti è a rischio: in Africa il 97%, in Sudamerica il 95%, scendono drasticamente in Asia con il 40%, in Oceania con il 15%, in Europa con il 9%