4 aprile 2020
Aggiornato 04:30
Salute | Chirurgia estetica

Francia, additivo per carburanti per le protesi mammarie Pip

Lo rivela la radio francese Rtl. Gli Avvocati delle vittime: Nuove analisi. Le protesi contenevano un mix di prodotti a grandi gruppi chimici e la cui nocività sull'organismo non è stata mai testata clinicamente

MARSIGLIA - Tra il materiale utilizzato per produrre le protesi mammarie, finite al centro di uno scandalo sanitario in tutto il mondo, ci sarebbe anche un additivo per carburanti. Lo rivela oggi la radio francese Rtl, sottolineando che gli avvocati delle vittime hanno chiesto nuove analisi.
Secondo la radio, che avrebbe contattato ex impiegati dell'azienda francese Poly Implant Prothese (Pip), le protesi contenevano un mix di prodotti a grandi gruppi chimici e la cui nocività sull'organismo non è stata mai testata clinicamente. Tra questi, anche un additivo per carburante, il Baysilone, oltre al Silopren e al Rhodorsil, utilizzati nell'industria della gomma. Tutti materiali che potrebbero essere all'origine della rottura delle protesi.

La Pip è accusata di aver prodotto migliaia di protesi con gel non corrispondenti agli standard richiesti, dieci volte meno cari del materiale a norma, con un'alta probabilità di rottura dell'involucro, un'elevata possibilità di infiammare i tessuti e il rischio di provocare un tumore al seno. Nel mondo sarebbero 300mila le donne con protesi Pip, in Francia 30mila, in Italia 4.300.

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