4 aprile 2020
Aggiornato 03:30
Il caso delle protesi PIP

Protesi seno, 250 donne inglesi denunciano le cliniche

Lo hanno riferito i loro Avvocati. «Ad oltre metà delle donne si sono rotte le protesi». Intanto secondo le autorità sanitarie britanniche non c'è alcuna prova di un legame tra le protesi mammarie Pip

LONDRA - Oltre 250 donne britanniche con protesi mammarie pericolose prodotte in Francia, hanno deciso di denunciare le cliniche dove si sono sottoposte a intervento di chirurgia plastica al seno. Lo hanno riferito i loro avvocati. «Ad oltre metà delle donne si sono rotte le protesi», hanno affermato i legali sottolineando di rappresentare anche le pazienti «preoccupate per le notizie che circolano da giorni» su queste protesi Pip (Poly implants protheses). «Avremmo preferito denunciare direttamente l'azienda francese ma è in liquidazione giudiziaria, e secondo le nostre informazioni non è correttamente assicurata», hanno aggiunto precisando che il processo potrebbe iniziare l'anno prossimo a Cardiff, nel Galles.
Tra 80.000 e 100.000 donne in Gran Bretagna hanno impianti di protesi mammarie, la metà sono state fabbricate dall'azienda francese sotto accusa.

Londra: nessuna prova di legame tra protesi Pip e cancro - Secondo le autorità sanitarie britanniche non c'è alcuna prova di un legame tra le protesi mammarie Pip (Poly implants protheses) e l'insorgenza di casi di cancro. Il problema in Gran Bretagna riguarda almeno 50.000 donne. L'allarme era stato lanciato ieri in Francia.
«Queste donne non devono entrare in panico» ha detto alla Bbc Suzanne Ludgate, direttrice dell'agenzia per il controllo dei prodotti medici e dei farmaci (Mhra). «Abbiamo condotto diversi test chimici e non abbiamo trovato alcuna prova».
L'agenzia aggiunge di aver anche lavorato «in stretta collaborazione con i professionisti della salute per studiare l'incidenza dei cancri associata a tali impianti» e spiega di non aver «trovato alcuna prova di legame».
Le protesi in silicone sotto inchiesta, prodotte sottocosto da un'azienda francese, sono state esportate in tutto il mondo, ricorda oggi l'Independent. Fino ad oggi in Francia sono stati «segnalati» otto casi di cancro al seno in donne che avevano impiantato queste protesi, di cui uno mortale.
L'Associazione britannica di chirurgia estetica plastica (British Association of Aesthetic Plastic Surgeons) ha affermato che è «consigliabile» prendere in considerazione l'ipotesi di rimuovere le protesi: «Siamo assolutamente d'accordo con la Francia. Non è irragionevole raccomandare di toglierle a causa dell'alta percentuale di rigetto e dello scarso controllo di qualità».
Le protesi della Pip sarebbero state fabbricate con un gel non conforme, dieci volte meno costoso del materiale a norma, con un'alta probabilità di rottura dell'involucro e con un alto rischio di infiammazione dei tessuti e di sviluppare un tumore.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal