23 febbraio 2020
Aggiornato 21:30
Le vacanze anti-allergia

Occhio a pollini e insetti

Al mare le punture di alcune specie, soprattutto in Paesi esotici, possono indurre reazioni allergiche anche pericolose

ROMA - Le allergie non vanno in vacanza: per affrontare le ferie con serenità, quindi, si deve prestare attenzione a quelli che sono i principali pericoli che si possono incontrare. A mettere in guardia dalle «allergie estive» sono gli esperti della Siaic, la Società italiana immunologia e allergia clinica. «In estate è elevato il rischio di punture di imenotteri (api, vespe, calabroni) per il maggior tempo trascorso all'aperto e per la maggiore superficie corporea scoperta - spiega Massimo Triggiani, presidente Siaic -. L'ingestione di frutta 'esotica', poi, a causa della cross-reattività con il lattice, può determinare reazioni anafilattiche, così come l'ingestione di pesce e frutti di mare crudi, sia per allergie specifiche a questi alimenti, che per infestazione da anisakis».

Al mare le punture di alcune specie, soprattutto in Paesi esotici, possono indurre reazioni allergiche anche pericolose. L'esposizione al sole è un fattore che aumenta il rischio di reazioni cutanee, in aggiunta al maggior uso di prodotti solari contenenti potenziali allergeni. Infine fare il bagno e praticare sport acquatici, soprattutto dopo mangiato, aumenta il rischio di reazioni anafilattiche, cause possibili di annegamento. A queste si aggiungono anche le problematiche causate dagli allergeni presenti nell'aria, come i pollini. In particolare, tra i rischi a cui sono esposti i soggetti con allergie alimentari che si recano in posti esotici, «va citata l'ingestione di vari tipi di frutta 'esotica' come kiwi, ananas, mango, papaya e avocado - spiega Sebastiano Gangemi, direttore della Scuola di specializzazione e della UOC di Allergologia e immunologia clinica dell'Università di Messina e consigliere Siaic - che ha similitudini molecolari (cross-reattività) con il lattice della gomma a cui una percentuale della popolazione è allergica, o il frequente consumo di alimenti ittici crudi che possono evocare reazioni allergiche già di per sé o essere infestati da parassiti come l'anisakis che può indurre reazioni allergiche anafilattiche».