5 aprile 2020
Aggiornato 03:00
L'appello dei ginecologi inglesi

«Le donne britanniche partoriscano in casa»

«Necessario ridurre reparti maternità per concentrare le cure specialistiche sulle donne che hanno maggiori urgenze»

LONDRA - Almeno un terzo delle donne dovrebbe partorire in casa o nei centri gestiti da sole ostetriche e considerare l'ospedale un 'optional'. E' questo l'appello lanciato dal Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (Rcog) britannico che in un rapporto sostiene la necessità di una riduzione dei reparti di maternità per concentrare le cure specialistiche sulle donne che hanno maggiori urgenze.

Secondo Anthony Falconer, presidente di Rcog, la attuale gestione pubblica delle maternità «non è accettabile, né sostenibile»: le donne non dovrebbero più guardare all'ospedale come al posto dove partorire. «Solo un terzo delle partorienti ha bisogno di un medico, solo un terzo di una ostetrica e solo un terzo di entrambi», afferma Falconer. «C'è la percezione fra le pazienti che partorire in ospedale sia più sicuro. Ma le cliniche gestite dalle ostetriche sono dei posti molti sicuri per mettere al mondo un figlio», dice ancora al The Times Falconer.

Ad oggi meno del 10% delle donne partorisce in casa o nei centri ostetrici in Gran Bretagna dove le nascite sono in aumento: secondo i dati resi pubblici ieri, l'anno scorso sono state 722,165, il 22% in più rispetto a dieci anni fa.

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