31 marzo 2020
Aggiornato 04:30
Fecondazione

Tribunale Catania ricorre a Consulta su eterologa

Per il divieto imposto dalla Legge 40; secondo dopo Firenze

ROMA - Dopo il tribunale di Firenze, anche il tribunale di Catania chiede una verifica di costituzionalità sulla parte della legge 40 nella quale si vieta la fecondazione eterologa. Arriva quindi un nuovo ricorso alla Corte Costituzionale. Lo rende noto Filomena Gallo, avvocato, vice segretario dell'associazione Luca Coscioni e presidente dell'associazione 'Amica Cicogna', secondo la quale il divieto imposto dalla legge 40 è "sia giuridicamente che scientificamente è immotivato", oltre a spingere "tante coppie italiane a recarsi all`estero alla ricerca di una gravidanza con l`aiuto delle tecniche di Pma eterologhe".

"Siamo fiduciosi - spiega Gallo - nell`operato dei giudici della Consulta ma speriamo che sia fissata una udienza a breve che scongiuri il tentativo del Governo di difendere una legge indifendibile tramite riforme che mirano a ridurre i poteri della Corte Costituzionale".

Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e co-presidente dell'associazione Luca Coscioni, sottolinea che "sta accadendo quello che avevamo ampiamente previsto: una legge malfatta, il cui unico intento è quello di vietare e punire, che non ha riscontro con la legislazione europea, che viola i principi costituzionali e le elementari norme del buon senso, non regge al peso delle sue stesse contraddizioni". Adesso si attende il pronunciamento della Corte Costituzionale anche se, sottolinea Coscioni, "è però evidente che la risposta 'politica' a una questione aperta non può che venire dalla politica stessa".

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