4 dicembre 2021
Aggiornato 02:30
«Da noi cultura diffusa rispettosa della vita»

Ru486, Roccella: a rischio il primato dei «parti sicuri»

«Il nostro è l`unico Paese in cui le interruzioni volontarie di gravidanza sono in costante diminuzione da anni»

ROMA - «Il nostro è l'unico Paese in cui le interruzioni volontarie di gravidanza sono in costante diminuzione da anni: se si introduce l'aborto a domicilio scavalcando i limiti e le garanzie della legge 194 e ignorando i pareri del Consiglio Superiore di Sanità, sarà difficile mantenere questa caratteristica positiva, e incrementare le politiche di prevenzione dell'aborto». Lo dice in una nota il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella.

«DA NOI PARTI SICURI» - «Secondo i dati della University of Washington pubblicati dalla rivista scientifica Lancet - scrive Roccella - l'Italia è il Paese al mondo in cui il parto è più sicuro. Non soltanto in Italia la mortalità materna è inferiore rispetto a quella dell'efficientissima Svezia, ma è la metà di quella della Gran Bretagna, quasi un terzo di quella francese e un quarto di quella degli Stati Uniti. Accanto a notizie gravi come quella che ha colpito una famiglia romana nei giorni scorsi, possiamo quindi registrare anche statistiche positive».
«Questo dato è dovuto a un sistema sanitario regionale che garantisce il diritto d'accesso e si fa carico dell'intero percorso della gravidanza; ma è anche dovuto a una cultura diffusa rispettosa della vita e attenta alla tutela della maternità. Vogliamo mantenere questa peculiarità e vorremmo che l'Italia si proponesse come leader per i programmi mondiali contro la mortalità materno-infantile, che nei Paesi del Terzo mondo non è mai sensibilmente diminuita».
«Questo deve far riflettere anche sull'uso politico della pillola abortiva Ru486. Il nostro è l'unico Paese in cui le interruzioni volontarie di gravidanza sono in costante diminuzione da anni: se si introduce l'aborto a domicilio scavalcando i limiti e le garanzie della legge 194 e ignorando i pareri del Consiglio Superiore di Sanità - conclude - sarà difficile mantenere questa caratteristica positiva, e incrementare le politiche di prevenzione dell'aborto».