22 agosto 2019
Aggiornato 23:30
Disturbi del comportamento alimentare

Anoressia e bulimia prime cause morte per malattia tra ragazze

150-200mila malate in Italia, soprattutto tra 12 e 25 anni

ROMA - Anoressia e bulimia nervosa sono la prima causa di morte per malattia tra le ragazze, soprattutto tra i 12 e i 25 anni, le più esposte ai disturbi del comportamento alimentare di cui soffrono in Italia tra le 150 e le 200mila giovani. E' il quadro allarmante tracciato dalla Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare, Sisdca, che oggi a Roma, al Policlinico Umberto I, ha presentato alla stampa le più recenti statistiche su anoressia e bulimia nervosa e le proposte per migliorare la cura di queste patologie.

Perché la parte più difficile della cura è proprio convincere le ragazze a curarsi, ovvero a mangiare e a farlo con serenità. Sono ragazze lucide, intelligenti, studiano con profitto o lavorano bene, sono capaci di spiegare la propria situazione e comprendono in pieno i rischi della loro scelta, eppure continuano a dire di no alle cure, preferendo morire che aumentare di peso o perdere il controllo sul proprio corpo. E per questo i disturbi alimentari tendono a diventare cronici, non solo, gli esperti sono ancora più preoccupati, perchè i dati sono chiari: anoressia e bulimia sono in aumento.

I disturbi del comportamento alimentare, non vanno infatti sottovalutati, sono - sottolineano i medici - patologie gravi, invalidanti, con elevato indice di mortalità. Colpiscono abitualmente giovani donne in età compresa tra i 12 e i 25 anni, richiedono cure prolungate il cui esito è favorevole nel 70% dei casi, mentre nel 30% dei casi si parla di malattia molto resistente alle cure e cronicità. Attualmente, la prevalenza di anoressia nervosa e bulimia nervosa nella popolazione generale è dello 0.2% - 0.3%: ovvero in Italia, su circa 60 milioni di abitanti, si possono calcolare 150-200 mila ragazze malate. A queste vanno aggiunti casi atipici e i casi di non altrimenti classificati (Ednos), per cui i numeri si possono triplicare.

E' forte inoltre il rischio di cronicizzazione con l'insorgenza di complicanze mediche e psichiatriche. La mortalità per suicidio o per complicanze somatiche conseguenti alla malnutrizione è del 10% a dieci anni dall'esordio e del 20% a venti anni: costituisce la prima causa di morte per malattia nella fascia di età compresa tra i 12 e i 25 anni, in pazienti di sesso femminile, ovvero 0,56% all'anno. Non solo i disturbi del comportamento alimentare sono la prima causa di morte per malattia tra le giovani donne, ma «si tratta di patologie in continuo aumento - ha dichiarato Roberto Ostuzzi, presidente di Sisdca - tanto da rappresentare ormai un vero allarme socio-sanitario», e il dato è ancora più preoccupante perché «fare accettare una terapia a chi soffre di un disturbo alimentare è particolarmente difficile per la natura stessa della malattia ed è proprio questo elemento che determina la frequente cronicizzazione della patologia».

Il primo problema è quindi come riuscire a convincere le giovani a curarsi, come fare per attuare le cure 'salvavita' e garantire una continuità di trattamento. «La terapia per essere accettata ha bisogno di un preciso percorso che cerchi di coinvolgere le ragazze e creare con loro la necessaria relazione», continua Ostuzzi, che però avverte: «Nelle situazioni più gravi a volte è necessario ricorrere a trattamenti salvavita coercitivi». Ma questo è molto difficile, stante le norme attuali che regolano il trattamento sanitario obbligatorio, ed è proprio questo il problema - spiega il presidente del Sisdca - che gli esperti hanno voluto sollevare, «proponendo nuove modalità operative che possano risultare più utili e praticabili invece che ricorrere al trattamenti sanitari obbligatori tramite i servizi Psichiatrici».