12 novembre 2019
Aggiornato 22:30

Mattarella: «Tempo ai partiti per trovare un'intesa»

Le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine del primo giro di consultazioni. Da martedì 27 agosto si terranno nuovi incontri

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ROMA - «La crisi va risolta con decisioni chiare e in tempi brevi». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine delle consultazioni delle forze politiche avviate dopo la crisi di governo. «Inizierò nuove consultazioni nella giornata di martedì prossimo per trarre le conclusioni e prendere le decisioni necessarie».

In tempi brevi governo con programma o voto

«La crisi va risolta all'insegna di decisioni chiare e in tempi brevi, lo richiede l'esigenza di governo di un grande Paese come il nostro, il ruolo che l'Italia deve avere nell'importante avvio della vita delle istituzioni europee, le incertezze politiche ed economiche a livello internazionale. Non è inutile ricordare - ha aggiunto - che a fronte di queste esigenze sono possibili soltanto governi che ottengono la fiducia in Parlamento su un programma per governare il Paese. In mancanza di queste condizioni la strada da percorrere sono le elezioni, strada da non prendere alla leggere dopo un anno» dalle ultime consultazioni, visto che «la Costituzione prevede che gli elettori siano chiamati ad esprimersi ogni 5 anni».

Avviate iniziative in Parlamento per nuovo governo

«Mi è stato comunicato da alcuni partiti politici che sono state avviate iniziative per una intesa in Parlamento per un nuovo governo e mi è stato richiesto del tempo per sviluppare questo confronto. Anche da altre forze politiche mi è stata rappresentata la possibilità di ulteriori verifiche».

Decisione elezioni non è da prendere alla leggera

L'eventuale scioglimento del Parlamento con un ritorno al voto è «una decisione da non assumere alla leggera dopo poco più di un anno di vita della legislatura. Il ricorso agli elettori è necessario se il Parlamento non è in condizione di esprimere una maggioranza», ha aggiunto, chiedendo però ai partiti di assumere «nell'interesse del Paese decisioni sollecite».